Regionali, intervista al candidato Luciano Papagna: «Andare a votare, primo passo per la Puglia che si rinnova»

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Classe 1970, Luciano Pio Papagna è un noto imprenditore canosino. Candidato sindaco alle scorse elezioni comunali a Canosa con la lista civica “Canosa Futura” e consigliere comunale d’opposizione, è ora in corsa per un seggio in Consiglio regionale nella lista “Emiliano Sindaco di Puglia”, che sostiene l’ex sindaco di Bari come candidato Governatore.

 

Lo slogan che accompagna la sua campagna elettorale è “La Puglia in altre parole”. Vuol dire che finora la Puglia non si è espressa nel modo migliore?

La scelta dello slogan “La Puglia in altre parole” non è un giudizio su come la nostra regione si è espressa finora. Vuole solo dire che la Puglia deve riappropriarsi dei significati più alti delle parole lavoro, salute, ambiente, turismo, scuola, molto spesso ripetute e urlate in campagna elettorale fino a depotenziarsi. Per deformazione professionale sono sempre portato a non fermarmi alle apparenze, un imprenditore deve saper guardare sempre un po’ più in là. Cercare “altre parole” non vuol dire cimentarsi in una sterile accumulazione, ma comprendere a pieno il significato delle cose. Restituire agli elettori la piena consapevolezza di determinati concetti è compito della buona politica, così come amministrare vuol dire dare prova di avere una visione completa, una progettualità. Per dare giusto valore al Lavoro bisogna prima sapere che questo ci dà Identità; per rilanciare il Turismo bisogna cominciare ad avere un approccio industriale con le risorse del nostro territorio, creare servizi che consentano ai turisti di scoprire la Puglia, ma soprattutto di tornarci; per garantire un sistema sanitario efficiente bisogna tornare a parlare di Salute con tutti gli sforzi in termini di ricerca e innovazione di cui questo settore ha bisogno. Sono solo alcuni esempi di come riappropriarsi delle parole aiuta a guardare il mondo in maniera più propositiva. “La Puglia in altre parole” è questa: una regione consapevole, che ha cura di sé a partire dal linguaggio e dal pensiero.

Lei è un noto imprenditore, per cui conosce bene la nostra realtà economica: cosa emerge dalla sua analisi sul territorio? Quali sono le maggiori problematiche della nostra provincia?

Il territorio della nostra provincia è oggettivamente in affanno: chi lo ha amministrato negli anni scorsi lo ha bistrattato e soprattutto ne ha depresso le potenzialità. Il territorio soffre in termini di infrastrutture, molto poco è stato fatto per renderlo agevole a chi viaggia, sia per lavoro che per turismo. È per questo necessario renderlo smart modernizzando il sistema ferroviario e creando un albo delle infrastrutture in disuso per destinarle allo sviluppo di progetti imprenditoriali.
La provincia ha fame di salute perché è stata penalizzata negli anni passati: i tagli che hanno colpito i nostri paesi sono stati devastanti. La mia proposta è chiara e semplice: ogni comune deve poter contare su una rete di ambulatori e guardie mediche che siano presidio efficiente di buona salute e di vita. Convertiamo i vecchi plessi, rendiamoli dei punti di prima assistenza efficienti in cui chi arriva ha la garanzia di essere salvato e in seconda istanza, trasferito in strutture specializzate.
Altra necessità emersa in questi mesi di campagna elettorale è la richiesta di lavoro. La disoccupazione è un gap da colmare perché la nostra provincia si piazza agli ultimi posti nella classifica sull’occupazione e va in vetta quando si parla di disoccupazione giovanile. Per questo credo sia essenziale appoggiare le imprese create da giovani – snellendo le pratiche burocratiche, migliorando i bandi per le start up, affidando la gestione di spazi pubblici- per rendere i giovani protagonisti del rinnovamento pugliese.

Cosa l’ha spinta alla candidatura?

È stato Michele Emiliano a volermi fortemente nella sua squadra. Ho deciso di accettare perché amo il territorio in cui sono nato, qui ho fatto nascere i miei figli e qui ho il mio lavoro. Sono un uomo serio, concreto e coerente e ho deciso di far prevalere queste mie caratteristiche anche nella vita pubblica. Se sarò eletto so che mi aspettano giornate lunghe e faticose ma per il mio territorio farei questo e altro.

Lei sostiene il candidato presidente Emiliano e la coalizione di centrosinistra. Quali, a suo parere, i primi provvedimenti che l’eventuale prossimo governo di centrosinistra dovrebbe varare per la Puglia?

I primi provvedimenti da approvare subito sono i cinque punti cardine del programma di Michele Emiliano. Ovvero: una legge sulla partecipazione attiva per promuovere e assicurare concretamente la partecipazione alla programmazione regionale; l’istituzione del consiglio superiore della sanità che avrà il compito di valutare le performance delle strutture pubbliche e private accreditate; una legge sulla lobby affinché le forme di rappresentanza di interessi presso le istituzioni siano trasparenti; un piano straordinario per attrarre i giovani e attrarre “cervelli” in Puglia puntando sull’alta formazione per far arrivare investimenti economici, intelligenze e creatività da tutta Europa in Puglia e reddito di cittadinanza per l’inclusione attiva che non è solo un sussidio economico ma è un percorso di inclusione attiva, in quanto prevede un programma di inserimento sociale e lavorativo definito e gestito in collaborazione con gli Enti locali, il terzo settore e i privati.

I sondaggi prevedono un marcato astensionismo, a causa della disaffezione degli elettori rispetto alla politica. Cos’è per lei oggi la politica?

La politica prima di tutto è un onere, una responsabilità perché riguarda la vita di un’intera comunità, di un territorio e non si può pensare che sia il ripiego nato dalla volontà di evitare un lavoro che non piace o un’alternativa al nulla. La politica è una cosa seria. Per questo ognuno di noi deve chiedersi cosa può fare per la politica, perché così può migliorare la vita di tutti noi. Il primo passo è andare a votare, astenersi dal voto vuol dire delegare la propria vita ad altri senza aver dato il proprio consenso e senza assumersi responsabilità. Recarsi alle urne è necessario ed è il primo passo verso la Puglia che si rinnova.

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