Barletta, per le regionali la candidata Presidente Poli Bortone spara a zero su centrosinistra e M5S

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Il rush finale in vista della tornata elettorale del 31 maggio è ormai alle porte e ieri sera a Barletta è intervenuta la senatrice candidata alla presidenza della Regione  Puglia, Adriana Poli Bortone  a sostegno del consigliere regionale uscente e nuovamente candidato , Giovanni Alfarano, che la stessa senatrice ha definito una persona “concreta”.

Nel suo programma,  posto in essere da una coalizione di centrodestra composta da Forza Italia, Noi con Salvini, Puglia Nazionale e Partito Liberale Italiano è chiaro è l’obiettivo di rovesciare il sistema assistenzialistico proposto sia da Emiliano che dal Movimento 5 stelle, puntando piuttosto su un sistema alternativo incentrato sullo sviluppo e sulla crescita dei posti di lavoro.

Ritengo una “balla” il reddito di cittadinanza, lo si propone alla gente pur di raccattare voti quando sappiamo che ciò non è fattibile, sarebbe piuttosto opportuno puntare sulla formazione, perché non si può continuare con l’assistenza pro tempore. ” – ha sin da subito sottolineato la senatrice ed ex sindaco di Lecce.

poli-bortone1Tra le sue priorità  è emersa la necessità di rivoluzionare il sistema sanitario pugliese, sostenendo che: “Non si può spendere l’84% del bilancio regionale per la Sanità, dopo dieci anni di governo targato centrosinistra non possiamo permetterci ancora delle ruberie causate da appalti di favore e a discapito dell’efficienza dei servizi sanitari, che la nostra Regione ha il dovere di garantire ad ogni singolo cittadino; per non parlare  del precariato dei medici, è inaccettabile che un medico abbia la “spada di Damocle” di  un contratto rinnovato ogni due mesi. E ancora, il settore Agricolo che dovrebbe essere trainante per la nostra Regione; il PSR (Piano di Sviluppo Rurale)  messo a punto dopo anni e anni dal governo Vendola, ci è tornato indietro da Bruxelles con  ben 600  richieste di modifica  e questo significa che il prossimo governo dovrà rifare tutto da capo predisponendo un PSR che sia più accettabile per Bruxelles affinché per il nostro sviluppo rurale l’Unione Europea possa garantirci maggiori fondi. Anzi, alcuni  finanziamenti europei (che l’Unione ci stanzia dal  1994)  sono stati mandati indietro perché non si sapeva come spenderli e  a mio avviso questo è davvero assurdo; quei soldi  potevano essere investiti in svariati settori  per creare sviluppo e occupazione, considerando anche che quei fondi erano stati stanziati per favorire lo sviluppo della zone svantaggiate, delle quali la nostra Regione fa parte.”

“Accettare gli immigrati  per poi far prostituire le nigeriane  sulle nostre strade credo che non sia sinonimo di solidarietà! – ha esclamato nel corso dell’incontro con la cittadinanza la Poli Bortone, toccando nel suo discorso il tema dell’immigrazione – siamo stati  anche noi un popolo di emigranti, ma siamo anche sempre stati un popolo che accoglie, ma purtroppo oggi giorno con la crisi che imperversa da otto anni a questa parte l’accoglienza di questa povera gente è per noi un lusso!.”

Duro poi è stato il suo intervento in merito alla Fiera del Levante: “Era il fiore all’occhiello delle nostra Regione  ma  i nostri amministratori di centrosinistra sono stati in grado di ridurla ad uno sfacelo, penso piuttosto, cosi come abbiamo predisposto nel nostro programma, ad un Polo del Mediterraneo che abbia al interno una Bit (Borsa Internazionale del Turismo) una scuola di formazione aziendale per i giovani che vogliano intraprendere un iniziativa imprenditoriale e ad un ufficio per l’internazionalizzazione  che aiuti e renda più semplice per le nostre imprese locali l’apertura verso i mercati esteri.”

Non poteva mancare, nel corso del dibattito, l’attenzione sulla famigerata Ilva,  per la quale la senatrice ha fermamente sostenuto: “ Io non la chiuderei come invece vuole fare Emiliano, la sua è un’ idiozia!  In concerto con gli ambientalisti è possibile fare delle politiche o comunque degli interventi che rendano compatibile con l’ambiente una grande industria come l’Ilva. Non è possibile che nel terzo millennio non si sia ancora in grado di giungere ad una soluzione che metta d’accordo lavoro produzione e ambiente.” –ha concluso l’aspirante presidente della Regione Puglia.

 

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