Ospedale di Trani, sul Pronto Soccorso il sindaco: «Basta subire penalizzazioni»

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(3 novembre 2014) TRANI-  “Un’ ennesima mannaia per il nostro ospedale”: così ha esordito il primo cittadino, Luigi Riserbato, insieme ai referenti delle sigle dei sindacati aziendali CGIL, rappresentata da Cosimo Nenna, Enzo Cognetti per UIL,  CISL rappresentata da Loredana Dinunno e Raffaella Dilernia, rappresentante del Comitato L328.

Durante la conferenza stampa tenuta questa mattina presso la Sala Giunta del Comune si è voluto manifestare, dissentire e mettere in chiaro i numeri che ruotano intorno agli accessi al Pronto Soccorso.” Stanno per essere terminati dei lavori per l’importo di 3 milioni e 800 mila euro e sta per essere realizzato un pronto soccorso all’avanguardia– ha evidenziato il Sindaco Riserbato – ma ad oggi vediamo sale operatorie pur terminate che non riescono ancora partire e inoltre viene paventato questo rischio di chiusura o di declassificazione del pronto soccorso di Trani, in Punto di Primo Intervento (PPI); punto di primo intervento che senza dei reparti in grado di poter soddisfare una funzione di fase successiva al pronto soccorso, porterebbe a far divenire l’ospedale di Trani una terza casa di riposo. Una scelta – ha continuato il Sindaco – rispettabile sotto un punto di vista aziendale, ma che non risponde alle esigenze della città, e ai dati che sono stati forniti alla Regione in modo inesatto, se si pensa che da gennaio sino ad ottobre il pronto soccorso tranese aveva registrato oltre 10 mila accessi. Non vogliamo più subire mortificazioni e penalizzazioni. Ho chiesto con forza di essere ricevuto dall’Assessore Regionale alla salute, Donato Pentassuglia per chiedergli una moratoria – ha detto Riserbato – dobbiamo sospendere tutto, non realizzare quest’ultima parte della riforma che per la città di Trani sarebbe un ulteriore e fortissima penalizzazione – ha ribadito e ha aggiunto – Pare che marzo 2015, sia la data per l’election day, sia per le regionali che per le comunali e ritengo che fino a quella data abbiamo la possibilità di sospendere e attendere l’insediamento del nuovo governo regionale e sperare che possa dettare delle nuove linee guida con il fine di riequilibrare la situazione delle sesta provincia pugliese.”

La situazione però come abbiamo accennato al principio dell’articolo non è ferma al pronto soccorso: a Trani sono diverse le cose che non funzionano, come la Casa del Parto, una struttura nata da un progetto ambizioso nel lontano settembre 2011, da un’idea della Direzione Generale Asl Bt, realizzata a giugno 2012. “Una casa del parto – ha evidenziato il Dottor Nenna, rappresentante CGIL – da anni ormai chiusa, che sta invecchiando da sola, sale operatorie ferme ma pronte e nel frattempo si continua a tagliare quello che è rimasto del nostro nosocomio.”

“Abbiamo avuto un atteggiamento di massimo rispetto e di apertura nei confronti della Regione- ha concluso con amarezza il Sindaco Riserbato e con un auspicio ha concluso :” Mi auguro che la nostra proposta, assolutamente collaborativa, venga recepita. In caso contrario faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per difendere un fondamentale diritto costituzionale quale quello della salute”.

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