Trani, al castello Svevo la mostra “Il potere dell’armonia. Federico II e il De Arte venandi cum avibus”

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Trani, al castello Svevo la mostra “Il potere dell’armonia. Federico II e il De Arte venandi cum avibus”

Lo scorso 18 Giugno è stata inaugurata al Castello Svevo di Trani la mostra “Il potere dell’armonia. Federico II e il De Arte venandi cum avibus”, nata da un’idea di Lorenzo Zichichi e Tommaso Morciano, curata da Anna Laura Trombetti Budriesi e Ortensio Zecchino e realizzata da “Il Cigno GG Edizioni” e “Novapulia”, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bologna “Alma Mater Studiorum” e il Centro Studi Normanno-Svevo. L’iniziativa è accompagnata dalle musiche scelte da Riccardo Muti, originario dei luoghi dove si erge Castel del Monte.

L’esposizione ci guida alla scoperta dell’identità di Federico II, personalità poliedrica e carismatica, promuovendo la conoscenza del De Arte venandi cum avibus, trattato del XIII secolo sulla falconeria redatto dall’imperatore nonché testimonianza della sua passione per la caccia con i rapaci e della sua vasta cultura. Il testo comprendeva circa 600 pagine e raccoglieva una serie di osservazioni innovative all’epoca sul comportamento degli animali. L’arte della falconeria è diventata nel 2016 patrimonio culturale immateriale attraverso una collaborazione internazionale guidata dagli Emirati Arabi Uniti, che include 18 Paesi tra cui l’Italia: i mutamenti culturali e ambientali sopraggiunti con l’urbanizzazione hanno portato a partire dal XVIII secolo un declino della falconeria in Italia, a differenza di altre nazioni dove invece la trasmissione di generazione in generazione di questa tradizione culturale non si è mai interrotta. In Italia la falconeria è tornata in auge negli anni ’60 grazie al contatto con alcuni falconieri inglesi.

Tali considerazioni ci dimostrano quanto sia contemporanea quest’arte che si è diffusa in maniera capillare nel Mediterraneo e si è perpetuata nel corso del Medioevo e oltre; le opere esposte convalidano questa tesi attualizzando efficacemente i contenuti del trattato.

La figura di Federico II è il punto di riferimento e l’elemento di connessione tra i tre castelli in cui è stata allestita questa mostra, suddivisa quindi in tre tappe: Castel del Monte, Castello Svevo di Bari e Castello Svevo di Trani; presso quest’ultimo saranno proiettati dei video che ci permetteranno di sfogliare le pagine originali del Trattato sia in arabo che in italiano.

In questo modo si suggerisce al visitatore un itinerario ben strutturato, sollecitandolo ad immergersi non solo nella storia della dinastia sveva ma anche in uno scenario naturalistico con le fotografie scattate da Ortensio Zecchino, presidente dell’Enciclopedia Fridericiana della Treccani, che ambientano ai giorni nostri l’antico Trattato scegliendo i luoghi in cui Federico II andava a caccia

Anna Laura Trombetti Budriesi, ordinaria di storia medievale all’Università di Bologna e massima specialista del Trattato, avendone curato l’edizione critica e la prima traduzione completa in italiano, ha realizzato l’apparato scientifico su cui si snoda la mostra (gli allestimenti e i prodotti multimediali sono progettati e realizzati dall’architetto Elena Giangiulio della “Syremont Spa”, coadiuvata dalla direzione artistica de Il Cigno). Piero Pizzi Cannella, fondatore della Nuova Scuola Romana e uno dei maggiori esponenti dell’arte figurativa (si è appena conclusa la sua mostra nel Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo), ha dipinto le pagine del manoscritto e una monumentale scenografia (allestita a Castel del Monte), oltre ad esporre le “opere veggenti”, ossia quelle tele che mantengono viva la tradizione federiciana anche nella pittura contemporanea.

Hanno partecipato alla cerimonia di inaugurazione al Castello Svevo di Trani la direttrice del Polo Museale della Puglia, Mariastella Margozzi, la direttrice dei castelli di Bari e di Trani, Rosa Mezzina, i curatori della mostra Anna Laura Trombetti Budriesi e Ortensio Zecchino, i gestori della concessione Tommaso Morciano e Lorenzo Zichichi.

La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni dalle 8,30 alle 19,30; la biglietteria del Castello chiude alle ore 19.00.

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