Barletta, crollo in via Magenta, il primo per la malaedilizia: in ricordo delle 17 vittime

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Oggi 1° dicembre, ore 20 presso la Parrocchia di Sant’Agostino, ci sarà un Incontro pubblico, intitolato a: “La prima tragedia di malaedilizia a Barletta: quei diciassette morti”, in occasione del 65° anniversario del crollo in Via Magenta avvenuto l’8 dicembre 1952.

Per le “Giornate della Memoria in ricordo delle vittime da malaedilizia a Barletta” istituite dal Consiglio Comunale, la Parrocchia di Sant’Agostino ed il Gruppo di Lavoro Barletta Via Canosa 1959, sotto l’egida dell’Archivio di Stato Sezione di Barletta in collaborazione con il Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia ed Archeoclub d’Italia Onlus Canne della Battaglia – Barletta, hanno congiuntamente organizzato e promuovono il ciclo di attività religiose e storico-culturali nel ricordo delle diciassette vittime innocenti del crollo in via Magenta avvenuto sessantacinque anni fa, l’8 dicembre 1952: la prima tragedia storicamente verificatasi a metà del secolo scorso.

A quel triste episodio ne sono seguiti drammaticamente altri, portando la nostra Città alla ribalta delle cronache nazionali con un impressionante quanto doloroso bilancio: i cinquantotto morti del 16 settembre 1959, in via Canosa, e le altre cinque giovani vite spezzate del 3 ottobre 2011, in via Roma.

Il calendario delle attività ha avuto inizio mercoledì 8 novembre si è svolto il pellegrinaggio della Comunità Parrocchiale di Sant’Agostino nel Cimitero alle tombe delle vittime di via Magenta.

Venerdì 1° dicembre, alle ore 20, si terrà l’incontro pubblico con relazione e proiezione a cura del giornalista Nino Vinella, direttore responsabile della testata telematica “La Gazzetta dell’Archeologia on line”, e l’intervento di Michele Grimaldi, responsabile dell’Archivio di Stato di Bari – Sezione di Barletta.

Per venerdì 8 dicembre, alle ore 11, è previsto il momento conclusivo con la cerimonia alla presenza delle Autorità in via Magenta per lo scoprimento della lapide commemorativa in memoria delle vittime e di Don Michele Morelli, recentemente scomparso, quale testimone da giovane sacerdote e cappellano dell’Ospedale Civile Umberto I intervenuto sul luogo della tragedia come vice parroco fra i primi soccorritori.

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