A Trani mostra “Identità, ricerca e verità” degli artisti Franco e Raffaella Scaringi

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Apre lunedì 27 luglio alle ore 19 presso la Galleria S.Luigi l’esposizione “Identità, ricerca e verità” , di Franco Scaringi e la figlia Raffaella promossa dall’associazione Europae e patrocinata dal Comune di Trani.

Franco Scaringi espone ponendosi con serenità, in netta contrapposizione con l’esasperazione del linguaggio visivo contemporaneo pieno di continue involuzioni. Prevale ormai un’arte corrosa dalla spasmodicità del fare che sembra richiedere ossessivamente figurazioni più complicate, dimenticando così la necessaria esigenza di ricercare per giungere a una propria identità. Franco quando era ragazzo disegnava copiando dai gessi presenti in un deposito. Oggi riprende la visione di quel materiale, si tratta di disegni precisi essenziali che a dispetto della caotica involuzione quotidiana, presentano una semplicità difficile da ritrovare. Lavori in cui è possibile apprezzare la purezza, una espressività ormai inconsueta ma audacemente originale. Con sagacia ci induce al confronto fra la chiarezza di questi lavori e le aggrovigliate produzioni contemporanee, facendoci comprendere come la ricerca della verità conduca a una identità reale pura senza perdersi in forzature da interpretare. Arte prodotta per l’umanità e non per compiacere a meri egoismi ed egocentrismi questo il punto cardine odierno di Scaringi. Divincolandosi dalla originaria funzione non manca di riproporre le forme adeguandole a una aspettativa attuale. Avvalendosi di tecniche elettronico digitali di comparazione del colore, con la collaborazione dell’artista Nico Kochise, Franco rielabora i pezzi senza alterarli ma li inquadra fondendoli sapientemente con gli ambienti circostanti dei gessi riprodotti. Una chiarezza sintomo di serenità che ha il sapore di una forte provocazione verso quel mondo artistico che tradendo la purezza si nasconde sviando dietro fiumi di concetti tracotanti.

Raffaella per molti anni si riversa nella scrittura, pian piano si accosta alla fotografia come passatempo con leggerezza, senza il carico emozionale che esprimeva sulla carta. Ad un tratto la svolta, la partecipazione a un corso tenuto dal fotografo Giovanni Albore. Figura che diventa fortemente da esempio e stimolo per Raffaella, uno dei suoi esercizi segnerà l ‘inizio di un percorso, incentrato sull’autoritratto. Un percorso importantissimo per scoprire i propri contorni al fine di contestualizzarli nei diversi ambienti cercando di realizzare cosa e come interagiscono con lo spazio circostante. Sarà proprio il suo maestro a farle accarezzare l’idea di esporre, seguendola passo dopo passo in questo nuovo e non semplice percorso. I suoi autoritratti scaturiscono con forza dal bisogno di esprimere i vari stati d’animo, entrando in empatia specialmente con il mondo femminile. Raffaella non dimentica completamente l’amore per la scrittura e lo rinsalda correlando gli scatti di aforismi, ricercandoli nelle produzioni di scrittori che condividono le stesse sfumature. Un mondo fatto di una sensibilità sottile, a tratti soffocata. Tutto questo si evince nelle urla silenti di un corpo straziato che nel momento di massima tensione trova l ‘impulso per scattare, mettendo a nudo le proprie emozioni. Un grido che può essere colto da chi si sofferma con attenzione sulla plasticità delle pose, andando oltre le curve e le linee sinuose. Una ricerca quella degli Scaringi contrapposta sia nel percorso motivazionale che nelle tecniche adoperate ma che ci porta a capire , come si asserisce anche in filosofia , che c’è una nuova forma di verità che ha bisogno di quella particolare forma di verità interiore che può essere data solo da una storia che abbia una sua persuasività identificante.

 

Fonte: comunicato stampa Andrea Moselli

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