Barletta, “Domenica di Carta” alla scoperta di documenti e libri

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In occasione della ormai consueta manifestazione nazionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali “Domenica di Carta 2018” che prevede l’apertura straordinaria di Archivi e Biblioteche statali, la Sezione di Archivio di Stato di Barletta allestirà presso il Castello di Barletta nelle giornate del 13 e 14 ottobre, con la collaborazione della Biblioteca comunale “S. Loffredo” ed il fondamentale apporto della Casa Editrice Rotas che ha curato la progettazione grafica e realizzazione del materiale divulgativo, l’allestimento della mostra documentaria “Barletta, i documenti…la Storia”.

L’importanza delle antiche carte dell’Archivio di Barletta e dei volumi  della Biblioteca del Comune di Barletta, consiste principalmente nella possibilità creativa di ricostruire, anche se in modo frammentario, il passato, di recuperare una perduta continuità storica. Tale riconquista del passato è sempre tuttavia mediata, sul piano della ricerca documentaria, da specifiche strutture archivistiche e bibliotecarie. Ogni documento infatti ci giunge per mezzo ed insieme con l’archivio che lo comprende, talché risulta impossibile separare del tutto contenuto e contenente.

Riflettendo sulla molteplicità delle funzioni (amministrative, culturali, didattiche, ecc.) che gli archivi storici locali e le biblioteche vengono via via assumendo, non è azzardato ritenere che essi possano divenire (o già lo sono?) un fondamentale strumento di aggregazione, di creazione e di sviluppo della cultura locale, in un rapporto di mutua complementarità con le altre strutture di promozione culturale esistenti nel territorio (biblioteche, musei, archivi diocesani, privati, ecc.).

I due istituti costituiscono la memoria storica di una comunità e rappresentano l’unico mezzo per documentare i fatti del passato la cui conoscenza può essere indispensabile per studiare i presupposti onde avviare una azione futura. Realizzare l’obiettivo di metterlo a disposizione per la ricerca storica, cioè garantirne la conservazione, la divulgazione e la valorizzazione, rappresenta un indubbio salto di qualità.

Gli oggetti e gli argomenti da approfondire esaminando volumi e documenti d’archivio sono i più disparati: si può ricostruire il quadro storico locale delle diverse epoche ripercorrendo anche le tappe della storia nazionale ed europea; si possono seguire gli sviluppi urbanistici con le conseguenti e molteplici trasformazioni del territorio; sfogliando bandi, editti e regolamenti è possibile conoscere le norme che disciplinavano i rapporti amministrativi, politici e sociali all’interno della città. E per i più curiosi, è possibile confrontarsi con le metamorfosi che nel tempo hanno subito lo stile e la grafia con cui i documenti sono stati redatti. Tutto ciò in un’ottica multidisciplinare e interdisciplinare.

Serve però ricordare che queste “carte” prima di essere depositate presso la Sezione di Barletta erano state letteralmente dimenticate in alcuni locali comunali per decenni. Il loro valore culturale e storico fu riportato alla luce, come un vero e proprio tesoro, da una squadra di qualificati e volenterosi giovani i quali, con molta professionalità e abnegazione, ridettero forma, ordine e soprattutto dignità storica a quelle importantissime testimonianze del tempo passato.

Tra i diversi fondi sistemati nei depositi della Sezione quello più cospicuo e soprattutto interessante è senza ombra di dubbio l’archivio storico del Comune di Barletta. I documenti (circa 20.000 buste) relativi a questo fondo, hanno una datazione che va dagli inizi del XVI secolo sino all’immediato secondo dopoguerra e rappresentano l’indispensabile “guida” se si vuole effettuare una fedele ricostruzione della vita economica, amministrativa e religiosa della Città di Barletta nell’arco di quasi 500 anni.

Enunciato così freddamente si potrebbe pensare che il lavoro, di oltre 40 anni, sia consistito esclusivamente nella schedatura di una vera e propria “montagna” di carte invece, come prevedono le nuove direttive del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si è operato in maniera incessante per dare la possibilità, a chiunque lo volesse, di conoscere e conseguentemente accostarsi alle vicende che hanno caratterizzato la Storia della Città.

Per far questo si è pensato di intraprendere vere e proprie “operazioni di divulgazione” che hanno coperto un arco di tempo di 35 anni, dal 1983 sino ad oggi.

Tutto quanto “raccontato” è stato possibile realizzarlo grazie alla elevata quantità e soprattutto qualità dei documenti gelosamente conservati presso l’Archivio e la Biblioteca.

A ciò aggiungasi che gli Istituti culturali, sul piano delle risorse umane, possono contare su una qualificatissima e più che completa gamma di professionalità.

Si spera quindi che Archivio e Biblioteca continuino a mutare il loro status da patrimonio elettivo di pochi eruditi e studiosi di professione, ad istituti aperti a strati sociali più larghi e questo attraverso efficaci mediazioni culturali. Solo allora cominceranno ad essere strumenti di autentica educazione e non mèri reperti archeologici di un passato che non vive più nelle coscienze e soprattutto, agendo con questo spirito, giustifichino la loro presenza sul territorio senza temere la scure della burocrazia.

Si spera pertanto che a Barletta l’interesse a valorizzare e proteggere quel patrimonio culturale che potrebbe, anzi dovrebbe, costituire la prima risorsa economica della nostra comunità e forse anche l’unica soluzione lavorativa per i prossimi anni che vedranno nello sfruttamento del territorio dal punto di vista turistico e dei beni culturali una fonte di ricchezza per l’intera Città, aumenti in maniera esponenziale e qualificata.

Michele  GRIMALDI – Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta 

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