Barletta, Dibitonto: “la toponomastica e i cittadini illustri di serie b”

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Desidero essere positivo, sperando che il mio non rimanga un illusorio desiderio, e quindi mi attenderei che lunedì, dalla Casa comunale, venga diramato un comunicato con il quale, a parziale e dovuta precisazione, venga annunciato che “mercoledì prossimo, 3 maggio, nel rione “Medaglie d’Oro”, saranno scoperte le targhe stradali delle vie dedicate alla memoria dei concittadini che con la loro attività hanno contribuito a dare lustro a Barletta. L’omaggio della comunità, che resterà segnato dalle targhe, si esprimerà anzitutto alle 17.00 nelle vie intitolate a Vincenzo Palmieri, al Ten. Col. Domenico Senatore, al prof. Antonio Patricolo e al Dr. Francesco Mele, alla presenza dei rispettivi familiari. Il ricordo sarà poi suggellato alle 18.00 nel salone della Parrocchia “Buon Pastore” (in via Medaglie d’Oro), per un momento di condivisione tra tutti i familiari e i residenti del quartiere a cui è affidata la preziosa eredità della memoria”.

Quello riportato è pari pari il comunicato diramato dal Comune di Barletta (con l’ovvio cambiamento dei nomi delle strade) che annunciava la manifestazione da tenersi il 30 aprile nella zona di espansione della Città.

Ma che triste e non chiara situazione si paventerebbe se quanto ipoteticamente da me previsto non avvenisse e si perché sarebbe una vera e propria discriminazione sulla pelle di nostri concittadini che hanno servito non solo la comunità locale ma l’intera nazione e ai quali sono stati dedicati dei toponimi che però, per motivi che mi sfuggono (fingo ovviamente), subiscono l’onta di essere trattati come barlettani di serie B.

I prodromi che le sempre ficcanti parole del Divino Giulio siano ancora una volta più che attuali e soprattutto si avverino, ci sono tutti e il suo ultra famoso “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” calza a pennello alla situazione oltraggiosa che sta andando in scena in questi giorni.

Ovviamente tutto nasce dal fatto (e non considerazioni personali) che ad alcuni non è andato giù o se volete hanno ferocemente osteggiato, che un’arteria cittadina fosse stata intitolata al Colonnello Domenico Senatore, Eroe italiano deceduto nell’effettuazione del proprio dovere e decorato con ben due Medaglie di Argento al valor militare. Su questo militare, allorquando si è venuto a sapere che era in discussione la proposta per intitolargli una via, si è scatenata una deplorevole quanto squallida corsa a diffamare, oltre che la figura di un militare, la persona, addebitandogli le più esecrabili colpe, al solo scopo di portare avanti la propria ideologia calpestando, in questo modo, l’immagine di un Eroe. E, ridicolo sommato al ridicolo, si arrivò a minacciare una crisi istituzionale (una delle tante) se non fosse stata ritirata la delibera di giunta che dava il via libera alla intitolazione della via a Senatore.

Per fortuna non la pensarono così gli organi preposti alla cosa (Società di Storia Patria e Prefettura) i quali non ostarono anzi autorizzarono l’intitolazione delle nuove vie.

Ora, la cosa sembrerebbe proprio non sia andata giù a qualcuno che non solo ha atteso quasi un anno per installare il palo con l’indicazione della via (con grave nocumento dei residenti) ma ora cerca di prendersi una ridicola rivincita evitando di legittimare quanto spetterebbe di diritto ad un barlettano che ha donato la propria vita per la Città e la Nazione, retrocedendolo a personaggio di serie B non meritevole di un pubblico riconoscimento, umiliando in questo modo non solo l’interessato ma i familiari che già hanno dovuto sopportare, molto compostamente, le falsità inventate sul conto del proprio congiunto.

E desiderate sapere, inoltre il paradosso? Volendo  camuffare goffamente le proprie evidenti colpe, colpiscono, associandolo al Senatore, Vincenzo Palmieri, un altro Eroe barlettano pluridecorato, dipendente comunale per 40 anni, che ha come unica colpa quella di essersi visto intitolare una strada a fianco al reietto Senatore.

Spero tanto di aver detto un mucchio di inesattezze, ma ahimè, penso proprio che non sia proprio così…ma comunque una dritta di come smentirmi l’ho già fornita all’inizio. Spero che qualcuno sia in grado di coglierla.

Cav. Uff. Vito Dibitonto – Presidente U.N.I.M.R.I. – Sezione “Domenico Senatore” Barletta.

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