Barletta, Grimaldi: “l’Archivio e la scuola… binomio vincente”

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Chi non ricorda l’immagine immortalata dall’irraggiungibile Totò che, in nell’irresistibile film “Totò e i Re di Roma”, interpretava la parte di un archivista capo, titolo di studio licenza elementare, con le sue caratteristiche, quanto vere, mezzemaniche(da qui il termine per individuare lo stereotipo di “impiegato”) il quale durante il suo lavoro stazionava tra “montagne” di documenti impolverati, spesso quasi distrutti, cercando pratiche che quasi mai venivano trovate: bene quell’archivista preistorico, così eccellentemente rappresentato dal Principe della risata, si è estinto.

Al suo posto, da una trentina di anni a questa parte, si è “insediato” il nuovo archivista che è in possesso, almeno, di una laurea in lettere possibilmente con indirizzo “conservazione dei beni culturali”, ha dimestichezza con i più avanzati mezzi informatici (addio foglio di carta e penna  biro !) e non passa le sue sei ore canoniche di lavoro in bui depositi a sonnecchiare o a leggere quotidiani, bensì è più che mai pronto e preparato a rapportarsi con i più disparati tipi di utenza che vanno dal singolo che richiede il rilascio di una certificazione, a classi scolastiche, studenti universitari e veri e propri ricercatori che vogliono essere guidati alla scoperta della storia locale attraverso i documenti.

Tutto questo perché, con la riforma del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, l’Archivio di Stato si dibatte tra l’aspirazione incessante, che è poi il suo compito principale, ad incrementare il proprio già cospicuo patrimonio e il difficile raggiungimento di altri due, ma non meno importanti, obiettivi quali sono la divulgazione e la valorizzazione del tesoro documentale in proprio possesso.

Proprio per perseguire tale obiettivo la Sezione di Archivio di Stato di Barletta ha aderito all’idea di collaborazione educativo – didattica con le Scuole del territorio provinciale, finalizzata ad avvicinare i giovani al mondo degli archivi ed indirettamente alla storia locale.

La prima esperienza tenuta durante l’anno scolastico 2005/2006 ed il successo riscontrato attraverso i commenti dei ragazzi e dei loro professori, aveva confermato la convinzione che il rapportarsi con documenti che raccontano non solo la storia con la “S” maiuscola ma anche quella sicuramente più piccola ma molto vicina alle persone, utile a spiegare nei minimi dettagli come si viveva nei secoli passati, costituiva un eccellente strumento didattico per avvicinare i ragazzi al documento, all’archivio e alle testimonianze storiche in esso conservate, rendendo nel contempo l’apprendimento divertente e stimolante.  Tutto questo reso possibile dalla opportunità per i ragazzi di toccare materialmente con mano documenti che dichiarano la loro vetusta età che va da un minimo di 50 anni sino ai 500 e di conseguenza diventano base solida e concreta su cui impostare l’attività didattica.

Come detto, dopo l’esperienza dell’anno scolastico 2005/2006 che ha visto l’Archivio di Stato di Barletta ospitare 38 classi, quest’anno l’Istituto culturale statale, in collaborazione con il Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia, ha pensato di riproporre l’iniziativa adottando, però, un taglio tutto particolare e più aderente alla “tendenza” attuale, praticamente un talk show nel quale è l’archivio o meglio l’archivista Michele Grimaldi, che si reca nelle scuole di ogni ordine e grado e si sottopone al “fuoco di fila” delle domande dei giovani intervistatori, cercando di soddisfare ogni tipo di curiosità e allo stesso tempo, far conoscere la Storia attraverso i documenti, senza filtri mentali o di appartenenza. Il titolo dell’iniziativa non poteva che essere “Barletta intervista l’Archivista”.

Capofila e primo entusiasta accoglitore della proposta formativa, anche questa volta, l’Istituto Comprensivo “M. D’Azeglio – G. De Nittis” di Barletta il quale, grazie alla lungimiranza formativa del suo Dirigente la dott.ssa Concetta Corvasce e della professoressa Maria Sterpeta Dimatteo referente del Dipartimento di Storia, non si è lasciata scappare l’occasione per sperimentare la nuova esperienza.

La parte del leone l’ha svolta, naturalmente, l’argomento relativo a quei due giganti della storia barlettana che danno il nome all’Istituto: Massimo D’Azeglio e “Peppino” De Nittis.

Ambientando la storia nei luoghi dove effettivamente hanno vissuto ed hanno raccontato i due personaggi, come è dimostrato dalla lettura di documenti, si mantiene un forte aggancio con il territorio valorizzandolo dal punto di vista narrativo dato che i personaggi dei quali si racconta, sono nostri antenati. Va da sé che punto di fondamentale importanza risulta l’aggancio della fonte archivistica al territorio stesso.

Gli obiettivi a cui è stato finalizzato il progetto di collaborazione tra l’Archivio di Stato, il Comitato Pro Canne e le Scuole dell’intero territorio della Provincia BAT possono essere  principalmente tre.

In primo luogo il progetto intende avvicinare le nuove generazioni all’archivio e al documento attraverso un linguaggio adatto alla loro età,  conoscenze storiche oltre ad essere in grado di catturarne l’attenzione, stimolarne la curiosità fornendo nel contempo agli insegnanti supporti per la propria attività didattica.

Si propone quindi di fornire ai giovani allievi nozioni “tangibili” sui vari fenomeni succedutosi in quegli anni e tra questi l’atto di nascita originale del notissimo pittore barlettano.

Il rendere partecipi i ragazzi di questo avvenimento attraverso un vero e proprio atto non ha, come fine ultimo, solo quello di raccontare un momento della storia cittadina, bensì far conoscere nel suo complesso la Barletta dell’800 in prossimità di quella che sarà l’inizio dell’unità d’Italia.

Come è facilmente intuibile, in questo contesto, si è cercato di inserire una fase di sperimentazione che ha come punto di partenza e momento centrale del percorso formativo di avvicinamento dei ragazzi ad un istituto culturale, una visita virtuale all’Archivio di Stato alla scoperta del fondo nel quale è conservato il documento che ha offerto lo spunto per la ricostruzione di un periodo storico particolare e nel corso dell’ “esplorazione” i giovani hanno avuto la possibilità di prendere visione diretta del documento più antico datato 1584 e di altri atti, disegni, piantine, giornali e progetti relativi ai più svariati argomenti tra i quali uno in particolare che interessava la propria scuola e cioè la situazione dell’edilizia scolastica a Barletta, la progettazione e la successiva costruzione della Scuola Media De Nittis.

A conclusione delle interviste i ragazzi, protagonisti per un giorno, si sono sentiti novelli Indiana Jones, soddisfatti di aver ritrovato la loro Arca perduta.

Michele  GRIMALDI – Responsabile della Sezione Archivio di Stato di Barletta 

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