Salone del Libro di Torino, c’è anche lo scrittore barlettano Tommy Dibari

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Lo scrittore barlettano Tommy Dibari è presente al Salone Internazionale del Libro di Torino con il suo ultimo romanzo “Sarò vostra figlia se non mi fate mangiare le zucchine. Storia di un’adozione” Cairo Editore.

Il Salone del Libro di Torino ha aperto i battenti il 12 maggio; si tratta della 29° edizione di un’esposizione che è per antonomasia un appuntamento fisso per gli amanti dei libri e della letteratura, punto di riferimento e di fermento letterario, con la Fiera internazionale del libro, seconda in Europa per importanza, dopo quella di Francoforte, in cui vengono presentate le novità ma anche i successi letterari, come il libro del barlettano Tommy Dibari.

“Il salone internazionale del libro è un piccolo tempio della cultura letteraria. Esser presente per la seconda volta – ha dichiarato emozionato lo scrittore e autore Tommy Dibari – significa ricevere la più bella delle restituzioni, ti premia della fatica, delle ore e dell’impegno, ma soprattutto mi ricorda che scrivere, è e sarà per sempre la mia strada”.

Il libro
Tommy e Doriana sono una giovane coppia come tante: si amano, si sposano, decidono di avere un figlio. Ma, come recita l’antico detto ebraico, quando l’uomo pensa, Dio ride. Così il figlio tanto desiderato non arriva, e i due vengono risucchiati in un percorso fatto di controlli, analisi, terapie di Gonal F, inseminazioni, Fivet, tour religiosi in cerca della grazia e diete a base di peperoncino scaricate dalla rete; un pellegrinaggio su e giù per lo stivale tra ospedali, cliniche private, camici bianchi e camici sporchi, loro che si sentono topi da laboratorio in attesa del prossimo esperimento.
Mentre i palazzi della città si riempiono di fiocchi rosa e azzurri sui portoni, e i giardinetti di mamme che spingono carrozzine, per loro arriva la glaciale sentenza: «Vi trovate in quello che la scienza definisce il range di infertilità inspiegabile», e la speranza cede il posto alla delusione, allo sconforto. Finché all’improvviso accade qualcosa. Bastano poche parole e tutto sembra diverso. «Forse siete destinati a un altro progetto, forse dovete andare a prendervi vostro figlio, portarlo via e salvarlo.» Tommy e Doriana decidono allora di reagire, di seguire il cuore, di tornare nel luogo dell’anima dove i palpiti contano più dei parametri di riferimento. Scendono in profondità, nel posto segreto delle emozioni verso una scelta altrettanto ardua: l’adozione. Si tuffano tra le braccia dei giudici, degli psicologi e degli assistenti sociali, sussurrando loro che da qualche parte nel mondo c’è un bambino che li aspetta. Poi, un giorno, la risposta arriva dal tribunale italiano: c’è uno scricciolo, fragile come una foglia, che risponde al nome di Martina. Non vuole né zucchine né botte, ma ha un’immensa fame d’amore.
E così tutto si capovolge, perché la vita può anche essere letta al contrario. Come dice Martina, «se lo guardi bene, il cielo è un mare rovesciato».

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