A Barletta “Disabilitiamo la disabilità”: parlarne 365 giorni all’anno

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In occasione della Giornata mondiale contro tutte le barriere, ieri sera presso la Libreria Cialuna di Barletta si è tenuto un incontro organizzato da diverse associazioni e realtà del territorio, tutte con l’intento di fare rete e con un obiettivo comune: la disabilità non si vive solo il 3 dicembre ma 365 giorni l’anno.

La serata, organizzata da “Adesso Italia”, cardine nel mondo dell’associazionismo, è stata curata e condotta da Angela Doronzo, responsabile nazionale per le diverse abilità che ha sottolineato come “non è bello che la parola disabile sia associata solo al 3 dicembre, ed è questo l’intento: proporre all’amministrazione di Barletta un’associazione unica per cercare la possibilità di dare voce a chi non si vede 365 giorni l’anno”.

Diverse le associazioni che hanno partecipato alla conferenza-dibattito, tra cui l’Associazione “Con te sto” che si occupa prevalentemente di autismo in età infantile e il Presidente Raffaella Caifasso che ha ricordato come “ogni giorno dobbiamo combattere contro delle barriere. Purtroppo nel nostro caso non si tratta di una barriera ma di tantissime barriere, dalla scuola con l’amichetto che non capisce determinati comportamenti ( immaginate come si fa a spiegare ad un bambino la stereotipia) all’occupazione del tempo libero e tanti altri. Sono molto contenta di essere qui oggi – ha continuato Raffaella Caifasso – per un semplice motivo, fare rete con le diverse associazioni potrebbe riuscire a farci dire non più il 3 dicembre è la giornata della disabilità, ma la giornata della consapevolezza della disabilità. Perché le difficoltà ci sono ogni giorno, le barriere esistono 365 giorni l’anno. Non serve a nulla oggi parlare di disabilità se domani non ci pensiamo più. Se il problema non ce l’hai in casa spesso chi ti sta intorno non ti capisce. Quindi io auspico il fare rete e voglio ricordare come la consapevolezza inizi dalle scuole”.

Partire dal fatto che il disabile non può fare significa partire con il piede sbagliato. Durante il dibattito è intervenuta anche in veste di cittadino istituzionalizzato la consigliera Giuliana Damato:” Nessuno è in grado di conoscere tutti i problemi specifici della realtà sociale di Barletta. Si dice affari sociali ma sono problemi legati a diverse realtà gli anziani, gli svantaggiati economicamente, è un mondo estremamente vasto. In un anno di amministrazione, ho potuto acquisire informazioni, che vanno organizzate sotto forma di dati e  devono essre la base per prendere decisioni. Perché delle amministrazioni che non conoscono quante disabilità abbiamo sul territorio, quanti ipovedenti, quanti sordi, non possono intervenire anche strutturalmente sull’urbanistica della città. Anche il semplice fatto che tutte le iniziative culturali si svolgono in luoghi storici che per la loro natura hanno barriere insormontabili, questo implica negare l’accesso a tutte queste attività ad una buona fascia di popolazione. E a proposito di barriere architettoniche, la scorsa settimana siamo riusciti a non perdere un finanziamento, con soldi regionali per l’avvio di progetti per l’abbattimento delle barriere architettoniche – ha evidenziato la consigliera Damato e ha detto concludendo – è necessario dunque conoscere e rendere trasparenti i dati per tutti i cittadini, questo aiuterebbe a prendere decisioni più mirate, un altro passo che l’amministrazione sta tentando di fare è stato l’istituzione delle consulte, si sono individuate 6 macroaree in cui far convogliare tutte le realtà associative cittadine, in modo che possano promuovere essi stessi atti politici. Vorrei ricordare anche come l’informazione e il silenzio delle informazione è un segno tangile di disattenzione del nostro paese per il riconoscimento delle pari opportunità per tutti”.

Uno spunto di riflessione significativo è arrivato da Romeo Tuosto, Segretario Nazionale CGIL ufficio politiche sulla disabilità che ha detto :” Come sia ingeneroso oggi dire non sono state fatte alcune attività, il nostro sta diventando un territorio vivace e attento. Ma c’è ancora tanta strada da fare, la legge del lavoro è una legge che si basa sulla questione economica, con un budget pari a zero il che vuol dire che non ci saranno posti di lavoro, per non parlare della scuola, dove gli insegnanti di sostegno sono sempre meno. Un paese civile deve pensare prima ai soggetti più svantaggiati. Il garante sulla disabilità , ci sono state varie bozze, discussione ma poi non se n’è saputo più niente. Ma ci siamo chiesti perché si arriva a chiedere un garante sulla disabilità? La risposta può essere data dal fatto che quando si fa un palazzo, c’è una legge che dice che devono essere rispettate le barriere architettoniche ma perché il palazzo viene comunque costruito e i permessi dati anche se non rispetta dei criteri? Le segnaletiche stradali? La figura del garante è quella che deve tutelare il cittadino svantaggiato, non è una contrapposizione all’amministrazione anzi è una figura di collaborazione, di filtro, di comunicazione. Ha lo scopo di verificare se c’è l’attenzione verso le persone disabili”.

L’Italia può vantare una normativa sulla disabilità tra le più avanzate apparentemente- Dalla legge quadro n. 104 del 1992 alla legge n. 68 del 1999 sul lavoro delle persone con disabilità, fino ai testi che hanno disciplinato varie questioni cruciali, come l’accessibilità o l’inclusione nel sistema scolastico, ma sappiamo bene che non è tutto oro ciò che luccica.

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