Grimaldi: Barletta prigioniera… il nuovo gioco cittadino

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Debbo spassionatamente confessarvi la malcelata idea che mi gira in testa da un po’ di tempo. Chiarisco immediatamente che non ha nulla a che fare con la politica e tutto quello che le gira intorno bensì è parente strettissima  alla facoltà, spettante ad ognuno di noi residenti nella Città della Disfida, di gestire, sempre nel rispetto della libertà altrui e delle regole, i ritmi e gli spazi della vita individuale. Bene, l’idea della quale parlo è quella di formare un movimento di opinione che dovrà avere come nome “Barletta Libera!”.

Questa intuizione, all’apparenza balzana, ha origine dall’indubbia situazione che vede un proliferare di chiusure, distribuite in tutto il centro cittadino, con la ovvia conseguenza di imbattersi in un quadrilatero di restrizione molto simile alle famose rotatorie che, una volta imboccate, è quasi impossibile uscirne.

Fate bene caso ma, dalla famosissima processione del 1656 (“Santissimo” portato per le strade del centro cittadino per arrestare la tremenda epidemia di peste) ad oggi, l’usanza di bloccare un intero quartiere era prerogativa delle sole manifestazioni a spiccato carattere religioso mentre la Fiera dell’Assunta, per secoli la più importante festa cittadina, aveva luogo alle spalle della Cattedrale cioè in campagna. Oggi, invece, anche per “la sagra della cipolla” si azzera letteralmente la libertà e il benessere fisico e mentale di migliaia di persone che si vedono costrette a subire il traffico veicolare impazzito il quale, non potendo avere sbocco al centro, si riversa come novello Attila, sui famosi percorsi alternativi.

Ultimo esempio il Jova Beach Party del 20 luglio scorso, etichettato come “l’Evento del secolo”, “il Big Bang” del turismo a Barletta, “la Woodstock del nuovo millennio” e compagnia cantando. Che esagerazione! Manco  avessero tenuto un concerto i reincarnati Beatles.

Stimate 40.000 presenze, luoghi dell’iniziativa lasciati, al termine dell’evento, puliti (?), nessun episodio di intolleranza (tranne qualche pugnetto ai pulman navette), insomma un vero Eden, con il Sindaco Cannito che, nel day after, ringrazia i barlettani.

Ma qualcuno si è premurato di chiedere a coloro che non si sono beati di questa paradisiaca visione, se le giornate sono state di loro gradimento?

Tutto quanto detto è sì riferito all’odierno ma, ovviamente, va esteso alla chiusura quasi (sarei tentato di eliminare il quasi) ogni fine settimana, dell’intero centro cittadino per le manifestazioni più disparate ed improponibili.

Se un individuo, per la gloria o per un saporito salume, vuole organizzare la gara podistica jova beach party“Il Prosciutto d’oro” nulla in contrario, basta che non arrechi danno ad altri.

Più di qualcuno, dopo aver “subito” una volta di più, si è ed ha posto una semplice domanda “Ma come mai si assiste impotenti allo scempio della propria Città, senza nessun orgoglio, senza nessuna reazione?”.

In tanti, nei giorni precedenti l’evento, non potendo più raggiungere in auto le proprie abitazioni (cosa assurda specialmente se si parla di persone non in grado di essere autosufficienti) in maniera del tutto legittima, chiedono l’intervento delle forze dell’ordine, per sentirsi rispondere che pur essendo a conoscenza della situazione, non possono provvedere in quanto la manifestazione è autorizzata e così in tantissimi, pur non scegliendo di partecipare,  ne sono diventati protagonisti involontari e “prigionieri” loro malgrado.

Ed a questo punto un’altra serie di domande nasce spontanea “Chi risarcirà lo stress accumulato da tantissima gente?” Ed ancora “Ma quanto costa effettivamente alla collettività, in termini di vivibilità,  scherzetti del genere?”. Quali siano le positive ricadute di manifestazioni di questo genere, peraltro programmate di sabato o domenica quando il centro storico cittadino è già abitualmente affollato da migliaia di persone, è un discorso tutto da verificare.

Altro tasto dolentissimo, individuare i vantaggi per i residenti. Qualcuno ha urlato, in contrapposizione agli applausi riportati dal Sindaco, oltre alle parolacce, “Solo disagi !”. In particolare sino al termine delle manifestazioni non si può né entrare né uscire con i propri automezzi, visto che non è prevista alcuna deroga per loro, neppure per i diversamente abili e la penalizzazione diventa ancora maggiore, dal momento che non si può neppure parcheggiare.

Quanto ai commercianti, guardando all’esperienze acquisite, sono davvero scettici se non contrari e quelli a favore sono quelli che hanno “approfittato”, da stupidi, decuplicando i prezzi come se non ci fosse un domani. Non è da dimenticare che la ripetitività degli accadimenti delle mattinata di domeniche e festivi, si rinnova regolarmente ogni fine settimana nel centro storico e nei ritrovi canonici della movida barlettana con buona pace di quegli allocchi sprovveduti che hanno la (s)fortuna di essere proprietari di una casa in quella “zona franca” della Città. E qualcuno, anche in consiglio comunale, ha cercato “proditoriamente” di portare le lagnanze di questi intolleranti che, seppur anziani, malati o semplicemente normalissime persone che il giorno dopo si debbono svegliare molto presto per andare al lavoro, si arrogano il diritto di un riposo tranquillo. Che illusi!

Non incredibile ma aberrante la risposta di soloni del vivere civile che in un contraddittorio, non proprio pacato, hanno avuto l’inqualificabile faccia tosta di ribattere “…Se non vi va bene, potete anche traslocare !”

La chiosa finale non può essere se non un sentito e sincero “Buon divertimento e felice stress per tutti”.

Michele  GRIMALDI 

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