Canne della Battaglia, i cancelli chiusi non spaventano i turisti fai da te

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Da una parte sono oltremodo soddisfatto dal fatto che finalmente si stia puntando il dito sulla vera causa che porta a obbrobri quali la chiusura di Canne nel giorno di Pasquetta per mancanza di personale ministeriale, dall’altra, però, sono veramente imbestialito perché in tutti questi anni passati a sgolarmi per denunciare il vero problema del sito archeologico annibalico, nessuno ha voluto prendere in seria considerazione la questione.

Ecco che allora andare a riprendere quegli interventi, sempre attuali, rappresenta ancora una testimonianza civile prima ancora che culturale, ma soprattutto un richiamo alla necessità di intervenire e subito.

Solo ora, con il morto ancora caldo, ci si accorge che l’attuale numero dei dipendenti presenti nel sito di Canne della Battaglia non può assolutamente garantire l’apertura dell’area in occasione della Pasquetta.

Automatico, in questo caso, scatta lo scarico delle responsabilità tra Ministero, Comune di Barletta proprietario al 90% del sito e Regione Puglia che all’improvviso sembra aver sbolognato la patata bollente facendo una repentina marcia indietro su tutto quello che aveva promesso per il rilancio di Canne della Battaglia.

Ahi, ahi, ahi! Le premesse non fanno pensare a niente di buono. Sembrerebbe, infatti, un problema senza soluzione, immodificabile nel tempo, nonostante le ripetute sollecitazioni e trattative a livello nazionale e regionale

Parte integrante e tassello di importanza strategica di questo puzzle così desolante è senza ombra di dubbio la delicata (o disperata ?) ed endemica situazione connessa alla gestione ed al futuro dell’area archeologica di Canne della Battaglia ad oggi in mano al Ministero dei Beni Culturali – Polo Museale della Puglia.

Quale sia il motivo per cui a Barletta tutto ciò avviene è da una parte il famoso segreto di Pulcinella e dall’altra una desolante verità. Il dito accusatore va in parte (?) indirizzato verso i tagli alla Cultura (in Italia siamo fermi allo 0,4% e scendiamo ancora, mentre nel resto d’Europa si tocca il 2,6% del Pil) ed in parte verso la cattiva gestione delle gocce di finanziamenti così faticosamente reperiti e poi scandalosamente persi.

Ed a poco possono servire le iniziative dei volontari del Comitato Pro Canne della Battaglia che, per la Pasquetta, hanno organizzato visite guidate al sito richiamando, bisogna ad onor del vero dirlo, i visitatori “… a non disperdere alcun tipo di rifiuto ed a conferirlo negli appositi raccoglitori”.

Anche in questo caso, però, c’è il risvolto negativo. Infatti se la presenza di tantissime persone sarà indubbiamente motivo di vanto, accresce, nel contempo, anche il rischio di possibili danneggiamenti vista l’assenza del personale ministeriale di vigilanza L’allarme era stato già lanciato lo scorso anno e purtroppo la cosa, pensiamo, si è ripeterà anche quest’anno.

Per la cronaca il 2018 si era chiuso con il rinvenimento di danni vari alle strutture rese possibili dagli scavalcamenti delle recinzioni per raggiungere, per esempio, le toilette (rese poi inutilizzabili per giorni) e una “montagna” di rifiuti (solidi, liquidi e organici) che ovviamente il giorno dopo hanno richiesto un intervento massivo della Ba.R.S.A. che, ovviamente con un esborso non trascurabile, ha dovuto porre rimedio alla festosa discesa dei nuovi barbari.

Scusatemi ma non è possibile rendere ordinaria l’emergenza!

Tanto di cappello e mille ringraziamenti ai volontari e alle associazioni varie ed eventuali, ma vi sembra normale ogni volta si vuol visitare Canne, chiedere l’aiuto di qualcuno invece di normalizzare la situazione una volta per tutte?

Sapete quale è la vera emergenza? Senza ombra di dubbio l’esigenza di provvedere, da parte del Ministero, ad un piano di adeguamento del personale qualificato destinato alla sorveglianza del sito di Canne e di tutti gli altri siti sparsi per l’intero territorio nazionale.

La mancanza di personale idoneo addetto alla tutela e alla vigilanza dei beni culturali ed alla incolumità dei visitatori, lascia grosse falle nell’organizzazione della sicurezza degli istituti culturali.

Occorre investire sulle risorse umane e soprattutto è indispensabile avere personale qualificato a diretta dipendenza del Ministero, invece la situazione attuale è: addetti alla vigilanza 3 sicurezza 0.

Se l’andazzo continua così, andrà sempre peggio e sarà ulteriormente più difficoltoso continuare ad usare i dipendenti della cultura come bassa manovalanza senza aspettarsi reazioni forti.

Michele  GRIMALDI – Segretario Provinciale BAT Sindacato FLP BAC

 

 

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