Vittorio Sgarbi, in Puglia sold out per la sua kermesse “Le Meraviglie d’Italia”

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Scienza e coscienza (della quale l’Arte è il punto sublime) in continua evoluzione anche tra loro, è un’operazione straordinaria la recente tournée di Vittorio Sgarbi per l’Italia che, conciliando una presentazione del suo volume “Novecento” ad esibizioni durante concerti classici in selezionati templi dello spirito, è divenuta  un’occasione per spiegare a coloro che partecipano alle kermesse del critico, località per località  e come solo lui può fare, perfino le bellezze misconosciute dei posti in cui vivono.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con un sold out pressoché dappertutto, perciò un successo assoluto che però suona anche, sia pure a distanza, come un pesante atto d’accusa verso  la politica nazionale quando, con un’Esposizione Universale che ha quasi solo ribadito la già arcinota biodiversità del nostro Paese, gli allora massimi amministratori del bene pubblico si sono lasciati sfuggire quell’opportunità, decisamente irripetibile, per rilanciare l’Italia soprattutto attraverso i suoi più indiscutibili punti di forza: la Cultura ed il suo inarrivabile patrimonio artistico.

Continuazione ideale dunque di un’ “incompiuta”, per come alla fine si è rivelato  “Il Tesoro d’Italia”  dell’EXPO 2015 (imperdibile, anche al riguardo, il libro-manifesto  “Rinascimento” uscito a firma di Sgarbi e Giulio Tremonti) ecco allora spiegato il senso di questo tour per il Belpaese a proseguire, non solo idealmente, una missione che cerca di restituire, attraverso la conoscenza, orgoglio di radici e di appartenenza a quei troppi  italiani che, sempre più globalizzati da mode e concetti che non ci appartengono, stanno ormai perdendo ogni nozione della loro identità.

Particolarmente felici, perciò, i due recentissimi appuntamenti di Sgarbi da noi, dapprima nella strepitosa location delle “Vecchie Segherie – Libreria Mondadori” di Bisceglie (per la presentazione del suo davvero impressionante “Novecento” vol. I°) e poi nel Duomo di Molfetta, con un applauditissimo concerto inframezzato da suoi interventi ad illustrare, tra “Le Meraviglie d’Italia”, quelle del territorio in questione e anche della vicina Basilicata; il miglior modo, questo, per poi poter ricomporre, e guardando meglio in dettaglio tessera per tessera, quell’incredibile mosaico che, regione per regione, aveva già portato all’Esposizione Universale di Milano, contribuendo non poco a fare di quella Città, attraverso un poderoso rilancio culturale, davvero l’altra Capitale del nostro Paese.

Così come, nel lungo giro nella “città dei marinai nel Mondo”, tutto farebbe presagire che, come scopo finale di Molfetta, potrebbe esserci quello di proporsi come seconda capitale della ex provincia di Bari, in un più che possibile connubio d’intenti tra Diocesi e politici locali.

Dimenticando, però, che questo eventuale decentramento a ridosso della BAT, taglierebbe fuori l’altrettanto popolosa Bitonto con il suo straordinario patrimonio artistico, storico e religioso, oltre a vanificare ogni sforzo nella direzione di creare un importante asse d’interesse archeologico tra la molto più centrale Giovinazzo (con il più complesso dolmen della penisola ed uno dei più importanti megaliti d’Europa) con Terlizzi e Ruvo, senza peraltro minimamente dimenticare, con questo, Molfetta ed il suo “Pulo”.

Forse solo impressioni a seguito del “rapimento” di Sgarbi ad opera dei generosissimi ospiti molfettesi (impossibile non citare l’avv. Nanna, la famiglia Poli ed il marchese De Luca) ma tant’è, visto che nemmeno i rinomatissimi “Fuochi di S’Antonio” della contigua Giovinazzo, ultima dimora del personaggio che ha ispirato “Il nome della rosa”, sono riusciti a distrarre il Vittorio nazionale dalle continue visite propostegli a tamburo battente.

Forse appariremo pure in mala fede con il nostro allarmismo ma “meglio prevenire che curare”, anche la penosa vicenda della diffusione della xylella evidenzia come le cabine di regia di Città Metropolitana e Regione sembrerebbero  non funzionare granché quando potrebbe andarci di mezzo il consenso.

E quindi ora, con le imminenti e vitali scadenze elettorali alle porte, “melius abundare quam deficere” eccoci a fare il nostro in nome, come sempre, della verità e dell’amore per la nostra terra.

Enrico Tedeschi

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