Canne della Battaglia, chiusa i festivi per mancanza di personale!

0
2272

Credetemi, non è facile vestire, ogni volta, i panni del commentatore critico ma purtroppo mi è dovuto, in conseguenza del fatto che non ho mai avuto simpatia per coloro che cantano in coro “la festa appena cominciata è già finita” o “la musica è finita, gli amici se ne vanno”. Ciò mi convince ancor di più che, le diverse figure protagoniste della situazione, siano affette da quella ormai non più rarissima sindrome del “cranio con eco”.

La dura presa di posizione giunta da più parti all’indomani della (annunciata) chiusura di alcuni siti culturali gestiti dal Polo Museale Pugliese, mi ha fornito lo spunto per ribadire con forza l’esigenza di provvedere, da parte del Ministero, ad un piano di adeguamento del personale qualificato destinato alla sorveglianza dei siti culturali.

La mancanza di personale idoneo addetto alla tutela e alla vigilanza dei beni culturali, lascia grosse falle nell’organizzazione degli istituti culturali, infatti, ancora una volta, ciò che è accaduto nella giornata del 14 scorso, è la prova provata che occorre investire sulle risorse umane e soprattutto è indispensabile avere personale qualificato a diretta dipendenza del Ministero.

Il servizio di vigilanza in tanti monumenti (Canne su tutti) è spesso affidato al personale “extraministeriale” che in teoria dovrebbe avere la preparazione a riguardo ma, per le note cause d’impiego, non può essere paragonato a tutti gli effetti agli addetti alla sicurezza e vigilanza di ruolo assunto regolarmente con pubblico concorso direttamente dal MiBAC.

A tal proposito si continua ad affidare tale servizio a figure di società in house del Ministero dei Beni culturali, consorzi o enti di formazione e promozione, contestati da sempre dalle organizzazioni sindacali del settore le quali da sempre hanno fatto rilevare al ministero l’uso improprio e spropositato di personale non qualificato e senza titoli necessari, adibito a compiti di vigilanza e sicurezza, dal momento che l’assegnazione di tali prerogative spetta ai “regolari” rientranti nei profili professionali specifici.

Altro particolare che ha suscitato indignazione è il fatto che, come gli ignari zotici che scendono dalle montagne, nessuno degli addetti ai lavori era al corrente della trasmissione, da parte del Polo Museale pugliese, del calendario delle aperture di tutti i siti sotto l’egida del’Organo barese, con il quale, praticamente, si chiudevano, sino al prossimo anno nelle giornate festive, Canne della Battaglia, Castello di Trani e così via. Tutto questo in attuazione del verbale di contrattazione sindacale datato 17 settembre 2018: “Superamento presenze festivi personale di Canne della Battaglia…Le aperture del sito archeologico da ottobre a maggio saranno dal giovedì alla domenica dalle h. 9,00 alle 18,00… non sono previste altre aperture in giornate festive per il personale in servizio a Canne della Battaglia, carente numericamente, in quanto ha superato le presenze dei festivi contrattati con i rispettivi sindacati”.

Sapete quale è la vera emergenza? Senza ombra di dubbio l’esigenza di provvedere, da parte del Ministero, ad un piano di adeguamento del personale qualificato destinato alla sorveglianza del sito di Canne e di tutti gli altri sparsi per l’intero territorio nazionale.

La mancanza di figure idonee addette alla tutela e alla vigilanza dei beni culturali, lascia grosse falle nell’organizzazione degli istituti culturali.

Le tante parole, come al solito inutili, dette negli ultimi tempi su beni culturali del nostro territorio, si prestano ad un approfondimento, dato che da qualche stagione (politica) non si capisce più di chi sia veramente la colpa del totale degrado dei nostri beni culturali. Sono colpe antiche? Sono inventate? Perché sono evidenti soltanto adesso? Sono dei Ministri che hanno occupato quella poltrona con il più assoluto disinteresse e persino sprezzo delle loro funzioni? Funzionari promossi perché belli e non bravi (famosa meritocrazia)?  Ma quante domande pesantissime !

Se l’andazzo continua così, andrà sempre peggio e sarà ulteriormente più difficoltoso continuare ad usare i dipendenti della cultura come bassa manovalanza senza aspettarsi reazioni forti.

Spero solo che il promettente esordio del neo Ministro Bonisoli, apparso decisamente con idee chiare e risolutive sul da farsi, come l’assunzione di personale per tamponare l’emorragia di dipendenti, sia viatico affinchè passi decisivi vengano fatti per rendere verosimile un interessamento che sino ad oggi è stato espresso esclusivamente a semplici e sterili parole che il vento ha portato via.

Come sentenziava Tito Livio “Dum Romae consulitur, Cannae expugnatur” e cioè “Mentre a Roma si discute, a Canne i visitatori restano fuori” perdonatemi la licenza ma qui c’azzecca!

Michele  GRIMALDI – Segretario Provinciale Sindacato FLP-BAC Provincia BAT

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here