Domenico Seccia, barlettano nominato Sostituto Procuratore Generale alla Cassazione

Domenico Seccia, barlettano nominato Sostituto Procuratore Generale della Cassazione dal Consiglio Superiore della Magistratura

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“Desidero esprimere le mie più vive felicitazioni per la nomina del dottor Domenico Seccia a Sostituto Procuratore Generale della Cassazione.
Questo incarico premia il suo coraggioso lavoro, svolto con elevata professionalità e profondo senso del dovere, volto all’affermazione e alla tutela della legalità e della giustizia e che onora la nostra comunità cittadina. È per questo che alle personali congratulazioni e con grande senso di gratitudine, mi permetto di unire l’augurio di buon lavoro in nome dell’intera cittadinanza di Barletta”.
Così ha espresso il compiacimento dell’intera comunità il Sindaco di Barletta Cosimo Cannito dopo aver appreso che il Procuratore Capo di Fermo,
il dott. Domenico Seccia, nei giorni scorsi, ha ricevuto la nomina dal Consiglio Superiore della Magistratura a Sostituto Procuratore Generale alla Suprema Corte di Cassazione. Per il magistrato, nato a Barletta 59 anni fa, una promozione, giunta dopo oltre sette lustri di servizio ai livelli più alti della Magistratura, che premia la sua particolare ed approfondita conoscenza del mondo giuridico.
La decisione del plenum del Csm è una promozione prestigiosa e assolutamente meritata per l’ormai ex procuratore di Fermo. Negli anni in cui è stato in servizio presso le Procure italiane, Seccia ha dimostrato, con un’efficacia senza pari, quanto possa essere incisiva l’azione dello Stato contro la criminalità organizzata.
Calzano perfettamente alla figura del magistrato barlettano, le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale, un po’ di tempo fa, nella solenne cerimonia tenutasi al Quirinale dove ha incontrato i neo magistrati provenienti da tutta Italia, ebbe ad affermare “La toga non è un abito di scena ma segno d’imparzialità. È bene rifuggire da una visione individualistica della propria funzione che può far correre il rischio di perdere di vista la finalità della legge e l’interesse generale della collettività”.
Il ruolo di un magistrato, in un tribunale, può essere paragonato a quello del pronto soccorso in un ospedale: non ci sono orari, la mattina vai in ufficio e non sai cosa ti capiterà ed il Giudice Seccia di (sgradevoli) sorprese ne ha dovute affrontare tante.
Caparbio, tenace, particolarmente dedito allo studio, sarà ora chiamato a prestare il suo servizio in un ambito veramente fondamentale dell’amministrazione giudiziaria italiana.
Nato professionalmente nella piccola Pretura di Ceglie Messapica, successivamente a Trani dove si occupò della tangentopoli andriese ed ancora sostituto procuratore a Bari, Domenico Seccia dal 2003 ha svolto il proprio lavoro nella Direzione Distrettuale Antimafia istituita nel capoluogo pugliese, occupandosi proprio della criminalità del Gargano. I suoi libri, “La mafia innominabile” e “La mafia sociale”, mettono ordine, spiegano e rivelano trame di potere occulte e occultate per troppo tempo, legate ad una criminalità capillare risalente agli anni ’60 e di cui solo di recente, si è cominciato a venire a capo. Viste le esperienze professionali, va da sé che il dottor Seccia del nostro territorio conosce tutto o quasi, proprio per essersi occupato di grandi inchieste sulla malavita organizzata in Puglia.
La provenienza dall’antimafia di Bari la dice lunga sulle scelte del dottor Seccia e né la busta con il proiettile inviatogli da qualcuno riconducibile ai capi della cupola che ha fatto arrestare e che ovviamente non hanno mai dimenticato, hanno potuto scalfire la sua fermezza.
Dopo aver ricoperto un incarico così delicato, in una città ricca di arte qual è Lucera, il nuovo Sostituto Procuratore Generale in Cassazione, ha sempre dato massima importanza all’organizzazione del lavoro che, come spiegava in un’intervista, deve però poggiare su un’idea precisa: garantire la legalità, attraverso l’applicazione delle leggi e che il concetto di legalità non va confuso con la difesa dello Stato.
Stessa filosofia di lavoro tenuta poi con il passaggio alla responsabilità della Procura di Fermo dove è stato “autore” di indagini caldissime quali “Casa Transilvania”, sgominando una organizzazione di rumeni dediti al mercato del sesso e allo sfruttamento della prostituzione e “Due mari” con la quale veniva azzerato un sodalizio criminale che faceva arrivare droga dal Tirreno all’Adriatico.
Tutta l’esperienza maturata in questi anni viene quindi riconosciuta perchè il dott. Domenico Seccia, magistrato di elevatissimo profilo, troverà le corde giuste per garantire ancora di più l’autonomia della Magistratura. L’ampia investitura ricevuta dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura lo mette poi nelle condizioni ideali per assolvere al suo prestigioso incarico al meglio delle sue possibilità e nell’interesse supremo della Giustizia con la certezza e la garanzia che, le complicate sfide che lo attendono, verranno svolte con lo stesso instancabile ed encomiabile impegno investigativo che lo hanno contraddistinto tanto da essere considerato un punto di riferimento nella lotta al crimine organizzato.

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