Canne della Battaglia Beni culturali “Off limits” a Barletta

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Ci sono luoghi della memoria che talvolta diventano luoghi dell’oblio. E quei luoghi sono i siti culturali di Barletta.

Retaggio storico-culturale della colonizzazione di varie etnie, diario della nostra storia, risposte alle domande ataviche dell’uomo (chi siamo? da dove veniamo?), il patrimonio culturale nostrano è molto di più che l’insieme dei luoghi della vita dei nostri millenari antenati: esso rappresenta la nostra preziosa eredità. Eppure, oggi, quei reperti, quegli scavi, quel patrimonio archeologico, quella ricchezza troppo spesso millantata nelle dichiarazioni da propaganda, è perlopiù dimenticato, consegnato all’oblio, scordato dalle Istituzioni, sconosciuto ai barlettani, improduttivo. Il che per una città a vocazione turistica è tutto dire! Forse perché le passate amministrazioni, nella penuria di servizi, erano più concentrate ad organizzare le comparsate dei vari personaggi istituzionali (quelli si reperti archeologici!); forse perché la cultura è un aspetto trascurabile del vivere civile o soprattutto perché la cultura fa paura.

Inaugurato in pompa magna il nuovo Antiquarium, tra schiere di noti politici e riverberi di sorrisi da manifesto, il sito archeologico di Canne della Battaglia, rischia, con le scellerate e personalistiche politiche amministrative, di finire nel dimenticatoio, inghiottito dall’erbacce, condividendo con molti altri siti della provincia, l’ingrato destino dell’abbandono, oltre che un lucchetto arrugginito a sbarrate il cancello d’ingresso. Simbolo di una condizione di aridità, di mancanza di idee oltre che di risorse, di chiusura mentale non solo da parte delle Istituzioni, ma anche di una popolazione indifferente e grigia, povera di curiosità, incapace di entusiasmarsi.

Da cosa scaturiscono queste “amare” ma molto reali considerazioni?  Facile comprenderlo dopo aver visto ciò che è successo il giorno di ferragosto al campo di battaglia del famoso scontro tra Romani e Cartaginesi. Turisti di diverse nazionalità, che vagavano sconsolati tra i cancelli (chiusi) del sito e quello (altrettanto chiuso) dell’antiquarium. Li ho incontrati ed a loro richiesta, ho cercato alla meno peggio di spiegare cosa era accaduto. è vero, era ferragosto ma a quei tedeschi, inglesi, francesi, ovviamente anche italiani che erano giunti a Canne, avrei dovuto spiegare che lo avevano fatto a loro rischio e pericolo. Ma fossero arrivati il giorno prima, le cose non sarebbero state diverse. In modo davvero singolare, in quel particolarissimo giorno dell’anno, i luoghi della cultura dell’intera Città di Barletta erano chiusi!

Eppure questa città con il suo territorio dovevano costituire un polo di attrazione culturale per l’intera Italia al di qua del Rubicone! Sospettavo e l’ho pure scritto, si trattasse di una bufala.

Dunque, ospitalità singolare e singolarissima accoglienza turistica!

D’altro canto che manchi una chiara “visione” di valorizzazione delle potenzialità turistiche di questo territorio lo conferma sia l’inutilità delle azioni intraprese dalle amministrazioni del territorio, sia la mancanza di idee che si ritrova nei documenti programmatici.

Ne emerge una situazione di degrado e abbandono che non si è certo consumata negli ultimi tempi, ma che è iniziata proprio da quel lontano 1958 allorquando fu inaugurato, dal Ministro Aldo Moro, l’Antiquarium di Canne. Spenti i riflettori, chiusi i cancelli, privi di idee sul reale impiego di quel bellissimo scavo, passati i giorni, sono cresciute le erbacce, quelle vere ma soprattutto le altre, di più devastante azione, chiamate approssimazione e menefreghismo.

All’inaugurazione dell’Antiquarium, solo un anno fa, il Sindaco dell’epoca affermava “Inseriamo oggi un nuovo prezioso tassello al patrimonio storico della nostra città. Continuiamo nell’ottica di una valorizzazione dei beni culturali presenti nell’area urbana, all’interno di una strategia più ampia finalizzata a creare un sistema di luoghi della città, da promuovere in maniera integrata con il patrimonio culturale”.

E poi cosa è accaduto? Canne rimane chiusa per tre giorni su sette e in una data cruciale per il turismo culturale quale è il giorno di ferragosto, cancelli sbarrati con visitatori che, oltrepassando le barriere, si improvvisano “archeologi fai da te”.

All’indomani di tutto quanto accaduto? Ovviamente servizi sferzanti su tutti i mezzi di comunicazione, con Barletta che sale ai disonori della cronaca. Siate certi che quelle critiche (pesantissime) non hanno avuto nessuno effetto per i responsabili di una così brutta figura, scivoleranno addosso senza provocare nessuna ripercussione anzi stanno già preparando la prossima (inutile) presentazione in pompa magna alla quale, ovviamente, non parteciperanno i visitatori cornuti e mazziati alla faccia della “Barletta da bere”.

Michele  GRIMALDI – Responsabile della Sezione Archivio di Stato di Barletta

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