Canne della Battaglia: a Ferragosto? Chiusa per carenza di personale!

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Non sono d’accordo con coloro i quali affermano “Chi dice che una cosa è impossibile, non dovrebbe disturbare chi la sta facendo” e questo perché il reiterato e menefreghista “non disturbare” ha fatto si che la nostra Città, nel tempo, sia passata da Caput Regionis a … permettetemi di non proseguire per evitare di essere irrispettoso verso Barletta e noi Barlettani.

Credetemi, non è facile vestire, ogni volta, i panni del commentatore critico ma purtroppo mi è dovuto, in conseguenza del fatto che non ho mai avuto simpatia per le folli plaudenti ed osannanti oltre a non digerire le maggioranze “bulgare”.

Questo perché mi ha lasciato ironicamente sorpreso da un lato e sconfortato dall’altro, il comunicato “trionfalistico” con il quale è stata commentata la giornata di apertura straordinaria del parco archeologico di Canne della Battaglia in occasione del 2234° anniversario della storica battaglia tra Annibale e i Romani, ripresa poi da tutti i mezzi di comunicazione con egual enfasi.

Il tenore della nota ufficiale è alquanto altisonante perché ci si stupisce e rallegra, egualmente, delle tante presenze per la sola giornata del 2 agosto e l’aver “consentito in particolar modo a famiglie e turisti di poter apprezzare l’inestimabile patrimonio storico e culturale dell’area archeologica”.

Forse sarebbe utile far sapere a chi di dovere che, per esempio, nel giorno di pasquetta degli scorsi anni  i visitatori si potevano contare in quasi cinque volte tanto.

Altro particolare che ha suscitato una specie di negativo deja-vu è la conferma della non riapertura totale anzi è giunta, come la classica mazzata tra capo e collo non tanto inattesa, la trasmissione da parte del Polo Museale pugliese, dal quale dipende il sito archeologico di Canne, del verbale di contrattazione sindacale e calendarizzazione attività, datato 30 luglio 2018, con il quale si comunica che il giorno di ferragosto Canne rimarrà chiusa.

Scusatemi ma non è possibile rendere ordinaria l’emergenza, oltretutto compiacendosene e tanto meno affermare che è stato possibile visitare “i percorsi, individuati a tutela della massima fruibilità nella zona in cui sono ancora in corso lavori di ampliamento e di riallestimento…grazie al fondamentale supporto dei…” e via con la sfilza dei soccorritori dell’ultim’ora.

Tanto di cappello e mille ringraziamenti ai volontari e alle associazioni varie ed eventuali, ma vi sembra normale ogni volta si vuol visitare Canne, chiedere l’aiuto di qualcuno invece di normalizzare la situazione una volta per tutte?

Sapete quale è la vera emergenza? Senza ombra di dubbio l’esigenza di provvedere, da parte del Ministero, ad un piano di adeguamento del personale qualificato destinato alla sorveglianza del sito di Canne e di tutti gli altri siti sparsi per l’intero territorio nazionale.

La mancanza di personale idoneo addetto alla tutela e alla vigilanza dei beni culturali, lascia grosse falle nell’organizzazione della sicurezza degli istituti culturali. Occorre investire sulle risorse umane e soprattutto è indispensabile avere personale qualificato a diretta dipendenza del ministero. Fino a poco tempo fa il servizio di vigilanza era affidato al personale “extraministeriale” che in teoria dovrebbe avere la preparazione a riguardo, ma per le note cause d’impiego, questo personale non può essere paragonato a tutti gli effetti, legali e non, al personale addetto alla sicurezza e vigilanza di ruolo assunto regolarmente con pubblico concorso direttamente dal MiBAC. Invece la situazione attuale è anche stata determinata dal fatto che si è continuato ad affidare tale servizio al personale Ales, che come è noto è una società in house del Ministero dei Beni culturali, contestata da sempre e più parti, oltre aver fatto rilevare al ministero, che l’uso improprio e spropositato di personale non qualificato e senza titoli necessari adibito a compiti di vigilanza e sicurezza, non può essere considerato la panacea di ogni male dal momento che l’assegnazione di tali prerogative spetta al personale di ruolo formato adeguatamente per assolvere agli adempimenti previsti dai profili professionali  nei quali sono stati assunti.

Le tante parole, come al solito inutili, dette negli ultimi tempi su beni culturali del nostro territorio, si prestano ad un approfondimento, dato che da qualche stagione (politica) non si capisce più di chi sia veramente la colpa del totale degrado dei nostri beni culturali. Sono colpe antiche? Sono inventate? Perché sono evidenti soltanto adesso? Sono dei Ministri che hanno occupato quella poltrona con il più assoluto disinteresse e persino sprezzo delle loro funzioni? Funzionari promossi perché belli e non bravi (famosa meritocrazia)? Sono delle Soprintendenze che soffocherebbero il libero e onesto sviluppo del territorio e delle sue esigenze primarie?

Ma quante domande pesantissime!

Se l’andazzo continua così, andrà sempre peggio e sarà ulteriormente più difficoltoso continuare ad usare i dipendenti della cultura come bassa manovalanza senza aspettarsi reazioni forti.

Spero solo che ora passi decisivi vengano fatti dagli organismi regionali, provinciali e soprattutto comunali, per rendere verosimile un interessamento che sino ad oggi è stato espresso esclusivamente a semplici e sterili parole che il vento ha portato via.

Come sentenziava Tito Livio “Dum Romae consulitur, Cannae expugnatur (Mentre a Roma si discute), Canne viene espugnata”… perdonatemi la licenza ma qui c’azzecc!

Michele  GRIMALDI

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