Canne della Battaglia, Michele Grimaldi: la solita, vecchia, scandalosa storia

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La solita, vecchia, scandalosa storia. E piovono polemiche sul sito archeologico di Canne della Battaglia, interviene ancora una volta Michele Grimaldi.

Posso rendervi partecipi su quale è il vantaggio di saper attendere come famoso il cinese sulla sponda del fiume? è quello di avere il quadro completo di una situazione e poi commentarla con dati di fatto e non con punti di vista infondati.

“Il sito di Canne della Battaglia resterà aperto a Pasquetta. è importante che sia stato accolto l’invito a rendere fruibile l’area archeologica in una giornata che tradizionalmente lega Canne non solo alla comunità locale ma anche a tutti coloro che potranno visitarla in occasione delle festività: è, del resto, servizio pubblico anche il rispetto delle tradizioni”.

Questo comunicato del Sindaco di Barletta, pregno di ingiustificabile soddisfazione, sa tanto di stantio e vecchio perché mi pare di averlo ascoltato in almeno altre 3 o 4…o più occasioni negli ultimi tempi.

Neanche il tempo per (mal)digerire le dichiarazioni di soddisfazione di coloro i quali (tanti) si sono arrogati i meriti per il nuovo antiquarium, che già, ci ritroviamo a dover essere contenti per la scongiurata ed ormai atavica “minaccia” di chiusura di Canne.

Ma che vergogna e sconsolazione!

Le tante parole, come al solito inutili, dette negli ultimi tempi sui beni culturali del nostro territorio, si prestano ad un approfondimento, dato che da qualche stagione (politica) non si capisce più di chi sia veramente la colpa del totale degrado delle belle arti.

La situazione che balza prepotentemente e in modo minaccioso all’attenzione di chi in modo fattivo e non interessato si occupa di Canne, è l’ormai gravissima e pare senza soluzione, mancanza del personale di custodia del sito archeologico.

Per rendere chiaramente comprensibile l’emergenza, desidero farvi partecipi di qualcosa che sarebbe dovuto accadere lo scorso 2 Aprile, si proprio la Pasquetta.  Il giorno che segue la Santa Pasqua, il sito avrebbe dovuto rispettare la chiusura al pubblico e non sarebbe stata evitabile in quanto a Canne i superstiti custodi in servizio sono “miseramente” appena tre, quando ne abbisognerebbero almeno dieci che avrebbero il non facilissimo compito di “sorvegliare” quasi 16 ettari (!!!) di terreno oltre all’Antiquarium e nella giornata dell’1 aprile, sarebbe stato possibile effettuare l’apertura sino alle ore 14,00, come previsto per ogni domenica. Incredibile? Assolutamente no… tant’è vero che, per evitare l’ennesimo scivolone “cultural-turistico”, il Comune di Barletta ha dovuto ricorrere alla solita questua per raccattare qualche persona di buona volontà (e meno male che ci sono!) che si adoperasse per assicurare l’apertura nella giornata dedicata alla gita fuori porta.

Considerare almeno strana la situazione mi pare sia il minimo. Cioè si preferisce adottare situazioni tampone e non studiare un intervento più radicale e duraturo.

Purtroppo non “esiste” personale a sufficienza per garantire l’apertura del sito. Ci sono gli addetti che sono andati in pensione, altri “spediti” (con quale criterio?) altrove e quei pochi che sono sopravvissuti alle critiche piovute da ogni parte, nonostante le etichette di “fannulloni” impresse come marchi infamanti, non possono chiedere ed ottenere, come sarebbe loro diritto, i sacrosanti periodi di ferie. Il risultato è che si arriverà a chiudere ogni sito culturale. Il mancato cambio generazionale costringe i siti e gli istituti culturali a dover assegnare una sorta di priorità e così facendo, mancano le persone in occasioni come quella descritta. E intanto il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo assume, con un concorso durato qualche secolo, 500, ascoltate bene, non custodi ma funzionari (?).

Si parla spesso di rilancio del turismo, di destagionalizzazione ma, come si può pensare a nuove ardite sfide, quando poi non si riesce neanche a garantire l’apertura di un sito archeologico come quello di Canne famoso nel mondo?

Volete un esempio pratico della considerazione che si ha di Canne da parte di un visitatore ? Riporto una mail giuntami da una signora la quale spiega così la situazione “Il sito è molto bello e ben conservato. Peccato per la mancanza di guide che accompagnino e di custodi che sorveglino i vandali che pur di fotografare si infilano ovunque. Il museo ha dei reperti di squisita fattura, ma le didascalie e le note indicative sono molto scarne e l’illuminazione lascia molto a desiderare. Molti manufatti come alcuni capitelli, qualche fregio marmoreo sono lasciati alle intemperie. Peccato perchè potrebbe veramente eccellere. ma vale la pena visitarlo, perchè il sito indiscutibilmente eccellente dal punto di vista storico”.

In poche righe tutta una storia!

Giunti a questo punto diventa un obbligo valutare la capacità di attrazione che i beni culturali esercitano nelle aree territoriali di appartenenza.

E’ necessario entrare nell’ordine di idee che i nostri soldi non servono esclusivamente per metter su le feste di quartiere, per le sagre, per vinitaly (solo dove si mangia e si beve…), insomma l’arte merita il primo piano, non è solo Roma o Firenze, è tutto il tesoro serbato nelle regioni. Si pagano molte tasse per avere servizi e quindi  i dirigenti dei comuni, delle province o delle regioni dovrebbero comprendere che i nostri soldi non devono andare sprecati e se esiste il turismo culturale, questi porta alle casse molti soldini che si possono adoperare per dare lavoro e servizi migliori sia ai cittadini che ai turisti.

Concludendo, come recitava il grande Mike, vi rendo partecipi di una visione (non tanto visione) poco edificante e cioè pullman di turisti arrivano a Canne per visitare, oltre all’antiquarium, la città dove il 2 agosto 216 a.c. Annibale sconfisse in maniera eclatante la super potenza Roma, ma sono costretti ad andare via perché il sito archeologico quel giorno è chiuso per mancanza di personale (è successo, si che è successo!). In quello stesso istante uno dei turisti potrebbe, appropriatamente, proporre di risotterare tutto e lasciarlo alle future generazioni sperando che almeno loro sapranno fare qualcosa di intelligente.  La trovereste un’idea azzardata con i tempi che corrono?

Michele Grimaldi – Responsabile della Sezione Archivio di Stato di Barletta

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