Bat: Grimaldi la Sede Asl bt, una guerra tra poveri… illusi

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Michele Grimaldi scrive alla redazione: “Sede Asl bt”,  una  guerra  tra  poveri… illusi

Sin dai tempi della scuola, i professori e non solo loro, mi hanno ripetuto più e più volte la celebre frase “Historia magistra vitae” (Cicerone, De Oratore, II) e cioè la Storia è maestra di vita.

Ahimé, però, con il trascorrere degli anni ho imparato, a mie spese, che o è la Storia poco propensa ad insegnare e farsi comprendere o siamo noi e parlo soprattutto di chi amministra la “cosa pubblica”, che la usiamo a nostro esclusivo ed interessato piacimento. Infatti la teoria della storia maestra di vita si basa sull’idea che conoscendo gli errori passati sia possibile non ripeterli in futuro ed anche trarre dei generali insegnamenti morali su come ci si deve comportare vedendo gli errori del passato come anche le cose ben riuscite. Tuttavia sembra proprio che tutti noi siamo sempre più ignoranti sull’argomento, soprattutto e la cosa gravissima è proprio questa, chi è al comando.

La sensazione ascoltando, ad esempio, la querelle ultima sulla sede della ASL BT che dovrebbe emigrare da Andria verso Trani, Barletta o…chissà dove, fa veramente sorridere, non per divertimento bensì per le ridicole dispute scatenatesi all’indomani della indiscrezione “sgamata” dagli organi di stampa.

Indiscrezione che Alessandro Delle Donne, Direttore Generale della Asl Bt, ha cercato (goffamente ed inutilmente) di ridimensionare a fake news spiegando che il tutto “…si inserisce in una serie più ampia di visite che sto effettuando dopo la mia nomina ad ospedali, reparti, ambulatori e strutture della Azienda Sanitaria”…come diceva Totò “Ma mi faccia il piacere!”

A mio modesto parere vanno affrontate con cautela iniziative che, in nome di ridicole giustificazioni, possono provocare tensioni ed inefficienze, soprattutto in quelle Amministrazioni dove le funzioni, i compiti e le attività sono particolari, peculiari e specifiche, come appunto un’azienda sanitaria.

Intervenire in modo confuso sui livelli di governo, senza aver chiaro in mente quali di questi è indispensabile siano assicurati ai cittadini, è sbagliato e si configura come una riforma al contrario, una controriforma.

Tutta questa precarietà non sarebbe sussistita se, nel momento istitutivo della Sesta Provincia pugliese (figlia del disegno di legge 2562 del 6 giugno 2001 firmato dai deputati Sinisi-Rossi), gli spartitori anti-campanilismo, poi rivelatisi ultra campanilisti, avessero rinunciato a quell’aborto chiamato “principio di policentricità amministrativa funzionale”, che costringe i residenti della Provincia a un tour turistico tra i dieci comuni per sbrigare una semplice pratica, per optare in favore delle linee guida tracciate, nel suo discorso di insediamento, dal primo Prefetto della nuova Provincia, sua Eccellenza il dott. Sessa, il quale era stato molto chiaro nell’affermare che il criterio da seguire per la dislocazione degli uffici statali nel nuovo Ente territoriale, sarebbe stato esclusivamente quello del primario ed unico interesse dei cittadini.

Naturalmente questo pensiero era rafforzato dal parere n.716 della Prima Sezione del Consiglio di Stato che aveva chiarito “ … la regola per cui gli uffici periferici statali di livello provinciale (tra questi vi sono anche Questura, Archivio di Stato e l’ex Provveditorato oggi Ufficio Scolastico presente, per legge, in ogni capoluogo di provincia) debbono avere sede nel Capoluogo, inteso questo dal Consiglio di Stato come sede legale, vale a dire nella stessa Città in cui ha sede la Prefettura. Dunque la regola non è derogabile se non mediante un’apposita fonte legislativa”. Ma, ahinoi, l’interpretazione di una legge è spesso la sua tomba, tant’è che oggi ci troviamo dinnanzi a casi come quello della Asl.

Infatti se non fosse stato per un becero campanilismo, chi avrebbe negato che la sede della Asl doveva, sin dalla sua istituzione, essere allocata a costo zero, nell’Ospedale Civile “Mons. Dimiccoli” di Barletta ultra attrezzato per ricevere uffici ed utenza?

Invece, in osservanza dello sciagurato criterio della spartizione clientelare, si optò per un immobile, non di proprietà, con costi (alti) per il necessario adeguamento e che solo oggi, in ossequio alla solita becera regola del “tu dai a me io do a te”, si scopre essere inidoneo alla bisogna per fantomatici problemi di sicurezza… se, lallero!

Purtroppo si è avverato quello che affermava Karl Marx e cioè che la storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa.

Come succede in casi similari, l’allarme, guarda caso, viene lanciato da coloro i quali, sino a poco tempo fa, hanno gestito l’ente ed oggi sono “gente comune”. Il Sommo Poeta avrebbe applicato, giustamente, a questi personaggi, la legge del contrappasso in quanto sono quelli stessi che brigarono, quando detenevano quel po’ di effimero potere, affinchè la sede, da sempre a Barletta, fosse trasferita ad Andria…praticamente chi la fa l’aspetti!

Forse e dico forse, a questi ex amministratori sarà passato dalla mente che, quanto denunziato oggi, poteva essere corretto facilmente qualche anno fa. Ergo, il grido d’allarme lanciato potrebbe apparire un tentato candeggio della propria coscienza o ancor meglio (o peggio come desiderate), ad una sperata rentrée nell’agone politico, proponendo come futura sede della Asl la propria città di provenienza.

In conclusione posso soltanto sperare che nelle amministrazioni comunali, di destra o di sinistra che siano, nei nostri rappresentanti presso tutti gli Organi amministrativi, ci sia un immediato ravvedimento e una vigile attenzione alle sorti delle nostre Città per non trovarci, all’indomani del depauperamento delle fondamentali istituzioni statali, a piangere per quello che si è perso.

Louis Dumur, nei suoi “Piccoli aforismi” scritti del 1892, ebbe a sentenziare “La politica è l’arte di servirsi degli uomini facendo loro intendere di servirli”. Parrebbe proprio che, le ultime consultazioni elettorali, hanno dimostrato come l’elettorato abbia inteso e di conseguenza punito, questo modo truffaldino di intendere la politica.

Michele  GRIMALDI – Responsabile della Sezione Archivio di Stato di Barletta

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