Pontedera-Barletta e i cori “devi morire”, sindaco Cascella: «Ferma condanna»

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Fabrizio Di Bella cade a terra dopo uno scontro col portiere Luca Liverani e, mentre viene soccorso, subisce la deprecabile manifestazione di rabbia dei tifosi presenti, che gli urlano “devi morire”. L’episodio è stato ripreso da una telecamera e il video ha fatto il giro del web, rimbalzando anche su quotidiani nazionali online.

La tifoseria locale attraverso il Gruppo Erotico 1987 si difende contestualizzando l’episodio e la frase: «Ci dissociamo da tutto questo polverone mediatico sollevato dai media nazionali nelle ultime ore per il coro tanto discusso e la goliardia adottata domenica da noi in quel di Pontedera. La goliardia è parte della nostra passione, tanto discussa e tanto amata da noi e da tutti coloro che ne vivono. C’è gente che punta il dito, gente che ci difende. Non vogliamo le parti di nessuno. Non ne abbiamo bisogno. Tutti coloro che aprono la bocca in questo momento dovrebbero stare in silenzio davanti a gente che la domenica abbandona tutto per quei colori con una squadra e tutti coloro che la circondano che non sanno cosa vuol dire vivere di passione. Goliardia, chi non conosce non può viverla trovandola su internet o su qualche vocabolario. Lo stadio si vive! E lo “sfottó”, il folklore ne è parte integrante. Chi non capisce non tapperá mai la nostra voce, la voce di chi è li ogni domenica… Oltre tutto! Di Bella ci riderá su…Continuate a parlare, ci sentirete ancora cantare».

Tuttavia, il primo cittadino Pasquale Cascella non intende soprassedere e questo pomeriggio, alle 16:30, a Palazzo di Città rilascerà dichiarazioni in merito. Intanto ha diffuso la seguente nota: “E’ difficile credere, anche se si ascoltano le voci e si vedono le immagini, a quanto è accaduto nel campo sportivo di Pontedera. Al di là del contesto in cui ha agito quell’isolato manipolo di esagitati, che sarebbe comunque bene analizzare fino in fondo da parte di chi era sul posto e in qualche modo ha la responsabilità di sancire quanto accadeva, credo che comportamenti del genere non possano e non debbano mai essere espressione di una tifoseria. Men che meno di quella di Barletta che, con sofferenza e civiltà, sta seguendo le tormentate vicissitudini della squadra di calcio. Il caso ultimo, ripeto, è talmente incredibile da non essere giustificabile, da nessuno. Anzi, da tutti deve ricevere la più ferma condanna”.

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