Calcio, il Benevento schianta il Barletta 1-6: ha da passa’ ‘a nuttata?

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Al solito, e ci siamo oramai stancati di scriverlo, di ripeterlo, la squadra del patron Tatò manca di qualità ed esperienza; manca di cattiveria agonistica. Per la cronaca basterà dire che questa volta allo stadio “Puttilli” di Barletta ha vinto il Benevento: ha vinto per 6 reti ad una. Approcciarsi alla cronaca di questa gara potrebbe risultare noioso. È stato un lungo monologo dei Sanniti che per i 90 minuti hanno dimostrato la propria indiscussa superiorità: a cosa serve, allora, raccontare istante per istante il calvario del Barletta o la domenica- apoteosi dei Campani?

Già solo riportare i marcatori delle sette segnature, le azioni salienti, i momenti di tensione in campo, l’espulsione di Maccarone(B), porterebbe via troppo tempo. Comunque, per dovere, il tabellino riporta le reti di Mancosu (BE) all’11’e al 23’ del primo tempo; accorcia e illude Ilari (BA) al 10’; poi, è solo Benevento con doppietta anche per Negro 22’ e 25’, Di Deo al 41’ ed Evacuo al 43’. Sei goal: il Barletta da quando è tornato nel mondo del calcio professionistico non ha mai subito un’umiliazione così grande e mai come in questo momento risorge con convinzione e forza la sfiducia nei confronti di una formazione e di una società non idonee ad affrontare una categoria del genere. Non l’abbiamo mai fatto, non abbiamo mai parlato di quello che avviene sugli spalti, delle reazioni del pubblico, dei tifosi; ed invece, oggi ci sentiamo di rivolgere attenzioni ai sostenitori del Barletta Calcio.

In una stagione fatta di delusioni, costellata di amarezze, la tifoseria del Barletta si è sempre presentata al fianco della squadra. Domenica dopo domenica, in casa e in trasferta i supporters biancorossi hanno cantato e spinto gli undici in campo; ma ieri si è consumato l’ultimo atto di una stagione da tragedia greca: il capitano del Barletta consegna la fascia di capitano nelle mani dei tifosi. Ecco, potrebbe sintetizzarsi e concludersi così la stagione del Barletta. Lo “spettacolo” osservato al “Puttilli”, tuttavia non può essere arte solo di quegli undici che scendono in campo; anzi, quei ragazzi l’anno venturo, magari, non ci saranno più e quella domenica del 30 marzo 2014 verrà dimenticata o ricordata solo come una giornata storta; l’umiliazione di avere subito sei reti invece resta, resta addosso alla maglia, resta sulla coscienza del Presidente e del Direttore sportivo.

Michele Noviello

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