Basket, intervista a Silvio Barnabà preparatore atletico della Nazionale Under 20 campione d’Europa

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I suoi metodi di allenamento hanno permesso di portare a termine l’impresa sportiva di luglio giocando dieci partite in dodici giorni con gli azzurrini in campo sempre grintosi, dinamici, veloci e lucidi sotto canestro. Il preparatore atletico Silvio Barnabà ha conseguito la maturità al liceo scientifico “E. Fermi”  di Canosa, poi la laurea in Scienze Motorie seguita dalla specializzazione  in Scienze e Tecniche dello sport di alto livello presso l’Università di Foggia.

Nel 1992,  già giocatore di basket  consegue il titolo di allenatore della Federazione Italiana Pallacanestro (F. I. P.)  e comincia ad allenare le squadre junior maschili ed anche senior. Nel 2000 diviene allenatore delle giovanili e preparatore dell’A.S. Basket Corato militante nella quarta serie nazionale. Nel 2003, consegue il titolo di preparatore fisico F. I. P. e sempre nello stesso anno inizia a collaborare con il Settore Squadre Nazionali Maschili (S.S.N.M.) della F.I.P., partecipando  a 6 campionati europei che hanno portato alla conquista del bronzo nel 2005 a Belgrado con l’ Under 18,  l’argento nel 2011 a Bilbao e l’oro lo scorso 21 luglio  a Tallinn con l’ Under 20. Inoltre, dal 2006  sempre per la F.I.P. diventa docente tutor nei corsi per preparatori fisici del Comitato Nazionale Allenatori (C.N.A.) grazie anche alla qualità di ricercatore di campo,  il che lo fa contraddistinguere dagli altri per meriti e titoli conseguiti.

In ambito di club il canosino Silvio  Barnabà comincia nel 1997 con la “Tommaso Assi” di Trani come  secondo allenatore e preparatore, prosegue con l’A.S. Basket Corato, poi con la  Virtus Molfetta e nel 2007  in serie A1 con il Basket Napoli. Dal 2010 lavora per la Scandone Basket Avellino in A1 sempre a livelli ottimali. Di passaggio da Canosa, per le vacanze e ricevere i meritati riconoscimenti da parte delle autorità locali nella sala consiliare e l’affettuoso abbraccio dei suoi amici, il  tecnico Barnabà  ha rilasciato la seguente intervista.

L’approccio al basket… Nel 1983, all’età di tredici anni grazie all’allenatore Ignazio Capacchione scopro il basket, comincio a giocare nelle giovanili  e poi passo subito  nella squadra senior di Canosa. E’ amore a prima vista e la passione e la dedizione che ci metto mi rende subito noto ai miei coetanei e avversari. Sempre nello stesso anno il “mitico” professore  Capacchione scopre il vero talento Andrea D’Amico (lui aveva il fisico) con il quale formiamo una coppia incredibile e macina canestri temuta da tutti difendendo i nostri colori e non solo, ovunque. Con Andrea ho condiviso tutti i 26 anni da giocatore e devo dire che è un record seppur in serie minori, ma non posso non ricordare tutti gli altri dal doc. Donato  Di Nunno ad Andrea Pugliese giusto per citarne qualcuno fino al nostro  compianto grande presidente Franco Casamassima, persona molto vicina al basket tanto da permetterci di svolgerlo per tantissimi anni a Canosa.

Da giocatore ad allenatore sul tetto d’Europa… La voglia di emergere in questo sport, grazie anche alla intesa che c’era con Andrea, era tanta, partita dopo partita ma purtroppo i limiti fisici non lo permettevano da giocatore. Realizzato questo comincio a provarci in un altro ruolo e dopo tanto studio e dedizione raggiungo i livelli che mi ero prefisso. Ma mi sento ancora all’inizio della mia carriera e so che ho ancora molta strada da fare. Sono partito che sognavo di diventare un giocatore di basket di alto livello e sono diventato uno che allena giocatori di alto livello e giovani che aspirano a diventarlo. Non c’è niente di più bello e interessante che aiutare qualcuno a vincere e sentirti parte integrante di questo. Le esperienze in nazionale mi hanno dato l’opportunità di confrontarmi con colleghi europei e di vedere ed allenare giovani europei da Bargnani, a Datome, Belinelli, Gallinari poi finiti in NBA mentre le esperienze di serie A1 mi hanno dato la possibilità di allenare americani, anche vincitori di titoli NBA e giocatori europei d’elite.

Qual è l’aspetto che accomuna tutti? Questi non mollano mai, ma proprio mai. Ecco questo è il messaggio che vorrei portare ai giovani. Determina un sogno ed inseguilo senza mai mollare, in fin dei conti l’ho fatto anche io che insieme ad Andrea sognavamo diventare qualcuno.

Bartolo Carbone

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