Canosa di Puglia, società sportiva nel Palazzetto ma senza autorizzazione. L’intervento di Quinto

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 “Ogni anno le Società Sportive che intendono utilizzare la struttura presentano formale richiesta agli Uffici comunali (entro fine agosto, ndr) che, dopo attenta valutazione della documentazione (assetto societario, iscrizione alle federazioni di appartenenza, assicurazioni, ndr) rilasciano, in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico,  “l’ autorizzazione all’accesso” corredate da tutte le prescrizioni alle quali si devono attenere, oltre alle chiavi di ingresso che consentono l’accesso alla struttura in questione.

Le società sportive, a loro volta, alla fine dei campionati e in concomitanza con la fine dell’anno scolastico (e comunque entro il 30 giugno, ndr) sono tenute a riconsegnare agli Uffici comunali le chiavi di ingresso alla struttura.

Questa procedura è nota alla gran parte delle Società Sportive e si ripete ogni anno alla stessa maniera.

Anche per questa stagione gli Uffici comunali hanno atteso le richieste di “utilizzo impianti” da parte delle Società Sportive che, quest’anno, si sono costituite in Ata (Associazione temporanea di Associazioni) per meglio gestire la struttura. Gli Uffici comunali, di conseguenza, dopo aver valutato la relativa documentazione, stanno preparando le autorizzazioni all’accesso che, stando alla richiesta delle Associazioni Sportive, dovrebbero partire dal 15 settembre prossimo.

 Ho appreso con particolare fastidio, mentre ero a Bologna per lavoro, che lunedì 10 settembre la Polizia Municipale ha riscontrato la presenza non autorizzata, all’interno del Palazzetto dello Sport, di alcuni atleti e tecnici iscritti ad una Società Sportiva, che tra le altre cose non avrebbe dovuto essere in possesso delle chiavi di ingresso.

Mi chiedo, se un ragazzo si fosse ferito all’interno del Palazzetto dello Sport, a chi sarebbe stata attribuita la responsabilità?  Non succede mai, ma se succede?

 Ciò che più caratterizza gli uomini e le donne che praticano assiduamente lo sport  è l’assoluto rispetto delle regole. Non esiste sportivo che non rispetti pienamente un regolamento e che non si batta perché tutti ne siano ossequiosi dentro e fuori la competizione sportiva.

 Se dunque alla base dello sport ci sono regole da rispettare, è giusto che vengano osservate da tutti, in campo e fuori dal campo, e soprattutto dai Dirigenti delle società sportive più longeve, che dovrebbero costituire esempio di correttezza ed affidabilità per i loro associati.

Non si può chiedere ad un ragazzo che fa sport di essere rispettoso delle regole del gioco, di essere corretto in campo, di essere rispettoso delle decisioni dell’arbitro e di essere attento alle attrezzature sportive se i dirigenti stessi non lo sono.

 L’Amministrazione comunale sta lavorando per cercare di garantire a tutti di fare sport e di utilizzare al meglio le strutture sportive comunali; ma contemporaneamente esige che la pratica sportiva venga svolta in maniera ordinata, in ambienti salubri e in piena sicurezza.

 Ciò che più mi lascia perplesso e meravigliato a proposito di questo increscioso episodio è il diverso atteggiamento delle associazioni sportive candidate all’utilizzo del Palazzetto: la stragrande maggioranza di queste, infatti, ha rispettato le disposizioni previste dal regolamento comunale, osservando, dunque, le regole; invece proprio l’associazione sportiva più antica e blasonata della città è entrata nel Palazzotto dello sport, senza alcuna autorizzazione.

 Lo sport è agonismo e condivisione ma anche trasparenza e legalità! Mi auguro che cose del genere non accadano mai più”, ha concluso l’assessore.

 

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