Pietro Mennea taglia il traguardo dei 60 anni. Auguri!

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Un campione di razza, un fuoriclasse sulla pista e nella vita: 5 olimpiadi, 50 volte in azzurro, 16 volte campione italiano, un record mondiale e quattro lauree. Il suo allenatore Carlo Vittori ricorda un dato: ” Dopo l’oro olimpico e il record dei 200 era uscita una statistica in cui nei primi 50 risultati al mondo di tutti i tempi Menna c’era trenta volte. Un record nel record”.

Nato a Barletta il 28 giugno del 1952, Pietro Paolo Mennea è da quasi quarant’anni il nostro concittadino più famoso al mondo. Tanti i luoghi legati alla sue esperienze atletiche e alle vicende personali, come la casa natale in via Pier delle Vigne, lo Stadio Comunale dedicato al suo maestro Cosimo Puttilli, campione italiano di marcia, dove Mennea ha corso per ore ed ore in allenamento col suo preparatore Franco Mascolo e dove ottenne il record dei 300 metri a livello del mare in una standing ovation di migliaia di spettatori con la presenza di Edwin Moses. E ancora l’istituto tecnico Cassandro dove il suo insegnante di ginnastica Alberto Autorino  lo seguiva negli allenamenti senza palestre,  ma facendo su e giù per le scale.

Eppure, la  notorietà internazionale non ha giovato al rapporto con la sua città, che  non è mai stato idilliaco. Gli ultimi capitoli di una storia che sarebbe potuta essere scritta in maniera diversa riguardano la sua mancata elezione alla carica di sindaco nel 2002, quando si candidò per Forza Italia,  esperienza che lo vide perdente e che il Corriere della sera commentò così: “Mennea sconfitto nella sua Barletta. Questa volta lo sprint non è risultato vincente”; e la mancata concessione del patrocinio comunale, meno di un anno fa, per la realizzazione del documentario “Diciannove e settantadue”, finanziato dalla Regione Puglia  in segno di “riconoscimento ad uno dei più grandi sportivi che il nostro territorio abbia espresso” e girato tra Otranto e Maglie.

Episodi spiacevoli ma “non mi guardo mai indietro- dice Mennea-ogni giorno ricomincio e riprovo un’altra sfida”. Una vita ancora in velocità la sua, dritta verso tanti traguardi. L’unica fermata? Quella della metropolitana di Londra, una delle 361, a Kensington High, a lui dedicata in occasione dei prossimi Giochi Olimpici di luglio. Auguri!

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