Minervino Murge, su Tasi replica di Roccotelli e Bevilacqua: «Amministrazione superficiale e incapace»

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“Approfittare dell’assenza dei cittadini nelle sedute di Consiglio Comunale per mistificare la realtà (locuzione molto cara agli amministratori del PD) è un atto riprovevole e machiavellico, ma allo stesso tempo mette in luce la superficialità con la quale Sindaco e Giunta affrontano temi di interesse generale.

Nell’ultimo Consiglio Comunale (26 settembre 2014) è stato iscritto un punto come ordine del giorno suppletivo riguardante una modifica all’art.19 del Regolamento per la disciplina dell’Imposta Unica Comunale (I.U.C.), già approvato nella seduta dell’11 agosto 2014.

In quella seduta (11 agosto) l’Amministrazione Superbo non è stata evidentemente in grado di portare in Consiglio Comunale un Regolamento definitivo comprendente agevolazioni e riduzioni dell’imposta.

È evidente che questa superficialità nella redazione e approvazione di atti così importanti per la collettività, ha indotto il Sindaco a riproporre l’argomento a un mese di distanza proponendo modifiche ad un regolamento già approvato.

Oltretutto, nella seduta dell’11 agosto 2014 è stata proprio l’opposizione a proporre riduzioni dell’imposta a famiglie numerose e cittadini bisognosi ma, come sempre avviene, la maggioranza ha bocciato ogni proposta. Il Sindaco è caduto addirittura nel ridicolo quando ha proposto un emendamento al bilancio salvo poi ritirarlo per l’assenza dei pareri propedeutici all’approvazione.

Stratagemmi usati per illudere i cittadini, purtroppo assenti nelle sedute pubbliche di Consiglio Comunale e quindi ignari delle commedie messe in scena da questa Amministrazione.

Ma veniamo ai fatti del Consiglio Comunale del 26 settembre 2014: in apertura di seduta, il Consigliere di maggioranza (SEL) Nicola Di Vietro chiedeva chiarimenti al Segretario Generale sulla validità dell’ordine del giorno suppletivo (modifica all’art.19 del Regolamento per la disciplina dell’Imposta Unica Comunale), eccependo il fatto di non aver ricevuto corretta notificazione.

Dopo un acceso dibattito, il Segretario Generale ha espressamente dichiarato che il punto all’ordine del giorno non si poteva approvare. I nostri esperti amministratori con fare superbo e altezzoso ritenevano invece di poter sia discutere che approvare il punto e il Capogruppo Barletta inveiva contro la minoranza invitandola (in modo poco consono al luogo in cui si discute) a uscire dall’aula in virtù della forza dei numeri (seppur esigui), che permettono alla maggioranza di approvare qualsiasi atto.

Addirittura il Capogruppo Barletta, pur consultando il regolamento di Consiglio Comunale, non riusciva a interpretarne il contenuto, accusava l’ex Sindaco Roccotelli di non conoscere il regolamento e forse si convinceva di aver preso un abbaglio solo dopo la pausa richiesta per approfondire la questione. A questo punto arriva il colpo di teatro: dai banchi della maggioranza partiva l’invito rivolto ai consiglieri di opposizione a restare in aula per sanare la situazione e approvare il punto all’unanimità usando come espediente il fatto che nella precedente seduta di Consiglio (11 agosto) era stata proprio la minoranza a proporre le modifiche in discussione.

Ora le considerazioni sono queste: in base a quale regolamento o legge il Consiglio Comunale può sanare una situazione paradossale, creata sicuramente per un inconveniente tecnico ma che avrebbe portato certamente ad un ricorso (a spese di chi?) da parte del Consigliere Di Vietro, vistosi privato della possibilità di dare il proprio contributo alla discussione? Inoltre, come giustamente detto dal Consigliere Di Vietro: perché la maggioranza si è svegliata il 26 settembre sapendo che la scadenza ultima per modificare il regolamento (già approvato il giorno 11 agosto) era il 30 settembre?

E poi: se la maggioranza ritiene di avere forza e numeri per approvare gli atti proposti perché non lo ha fatto prendendosi la responsabilità di deliberare un atto viziato da una notifica irregolare?

Semplice: perché il Segretario Comunale ha detto chiaramente che quel punto non si poteva approvare.

Sarà nostra premura chiedere al Segretario Comunale di esplicitare formalmente le ragioni che hanno portato alla mancata approvazione della modifica del Regolamento per la disciplina dell’Imposta Unica Comunale (I.U.C.), sollecitando anche l’immediata trascrizione del processo verbale del Consiglio Comunale del 26 settembre. Successivamente renderemo pubblica la risposta in modo da chiarire, qualora ce ne fosse bisogno, la situazione e smascherare l’incapacità e la superficialità di questa Amministrazione.

Un fatto è certo: l’eventuale ricorso del Consigliere Di Vietro sull’approvazione di quell’atto avrebbe portato all’annullamento per illegittimità (come si evince da analoghe sentenze dei vari TAR) in quanto il ricorso si sarebbe basato sulla violazione delle prerogative dei consiglieri comunali e nello specifico del diritto alla corretta notificazione degli avvisi.

Riportiamo anche un estratto di una sentenza del TAR su un caso analogo e sulle conseguenze in caso di approvazione ed eventuale ricorso: “ non determina improcedibilità del ricorso il fatto che il consiglio comunale abbia successivamente convalidato le deliberazioni assunte nella riunione viziata dall’irregolarità della convocazione. L’interesse processuale del ricorrente non è focalizzato sulla contestazione del contenuto dei provvedimenti approvati ma sulla tutela delle prerogative della carica, che possono essere reintegrate solo con la cancellazione degli atti adottati in violazione del regolamento del consiglio comunale.” Inoltre: “L’unico elemento al quale potrebbe essere riconosciuto effetto sanante è la partecipazione del consigliere alla riunione del consiglio, per il principio generale che fa prevalere il raggiungimento dello scopo sull’inosservanza delle forme (v. art. 156 e 160 cpc)”. È chiaro dunque che Di Vietro non avrebbe mai partecipato all’approvazione del punto per far prevalere a ragione le sue prerogative di Consigliere Comunale. Dunque, la presenza in aula dell’opposizione non avrebbe sanato la situazione e l’eventuale ricorso avrebbe determinato la nullità del deliberato di Consiglio Comunale.

Chi avrebbe pagato le spese di un ricorso che avrebbe visto soccombere il Comune? Risposta: i cittadini e non certo il Sindaco…

Detto questo, il Sindaco farebbe bene a rassegnare le dimissioni per manifesta incapacità amministrativa e gestionale. Ai cittadini, invece, spieghi perché durante l’estate ha abbandonato il paese nell’incuria e nel degrado totale, riservando una squallida accoglienza ai forestieri di ritorno a Minervino.

Eppure i cittadini pagano le tasse per avere servizi e proprio quella sull’immondizia è un balzello che il Sindaco Superbo avrebbe dovuto ridurre dal 2011 perché lui stesso definì “sciagurati aumenti (+35%)” quelli imposti dal Commissario prefettizio. Promesse di campagna elettorale mai mantenute e progetti di sviluppo e miglioramento del contesto sociale mai realizzati.

Saranno i cittadini a giudicare il suo operato e fortunatamente, pur non partecipando ai Consigli Comunali, sono molto attivi nel denunciare pubblicamente l’inefficienza di questa Amministrazione”.

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