Barletta, inquinamento mare. Mennea: «Mare, sabbia e poi chissà…è tempo di fare i fatti»

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 “Io credo – afferma Mennea – che sia giunto il momento di superare la fase delle denunce dei problemi atavici, la fase in cui si prende atto dell’esistenza di problemi atavici, dell’atteggiamento “notarile” per imputare responsabilità verso il passato di cui anch’io ne faccio parte. Abbiamo capito chiaramente che chi ha amministrato precedentemente ha commesso degli errori, ma chi c’è ora cosa sa fare di meglio? Come vuole risolvere i problemi irrisolti irresponsabilmente da altri?” – si chiede il Consigliere Regionale.

Ci vuole un approccio politico e amministrativo costruttivo e risolutivo di fronte all’incalzare di un fenomeno che sta terrorizzando e sfiduciando i cittadini e che sfigura quotidianamente l’immagine della città. Occorre mettere sul tavolo i problemi e dire chiaramente cosa si vuol fare per risolverli, partendo dall’inquinamento del mare, ora della sabbia, per poi agire o almeno incominciare quel cammino che si avvia verso la soluzione”.

E poi sulla legalità: “Affermare che ci sono scarichi abusivi che sfociano nel mare è una denuncia gravissima che impone di scoprirli, eliminarli e punire i trasgressori”. Una classe politica – continua il consigliere democratico – che si è conquistato sul campo il potere di amministrare deve parlare di soluzioni, prendere decisioni e poi compiere atti concludenti e risolutivi. Da un po’ di tempo mi sembra di vivere in una città rassegnata a tutto. Ad accettare un mare inquinato, a rinunciare alla sua vocazione turistica, a subire bombe d’acqua, a non dare alcuna prospettiva di sviluppo in nessun settore. Ma dov’è finita – continua ad interrogarsi Mennea – la valigia piena di idee nuove, innovative e istituzionalmente sostenute? Io sono convinto che la fase di rodaggio sia finita e che oramai i problemi emergenti li conoscono anche i bambini. Si dica con chiarezza e determinazione che il problema del mare si deve risolvere, come quello degli allagamenti della 167 e della raccolta differenziata. E si dica come e in quanto tempo. E poi, si dica ai cittadini quali sono gli ambiti su cui si vuole investire per creare una nuova economia turistica sulla quale stimolare gli imprenditori a scommettere e non a scappare. Bisogna fare i fatti, si dice da queste parti. E per giustificare il “non poter fare” non basta dire che ci sono responsabilità pregresse. Ci vuole un piano di sviluppo locale che metta al centro gli investimenti in opere pubbliche e in servizi strutturati che possano avviare una nuova economia. Questa credo sia la priorità di oggi.

E chi dice che non ci sono soldi, mente sapendo di mentire. Chi viene scelto per governare – continua Mennea – ha il dovere di amministrare il presente e il futuro così come ha il dovere di andare a cercarsi i fondi che sono disponibili a tutti i livelli istituzionali. Credo che Barletta possa e debba diventare quella Città che ci ha sempre inorgoglito e che ha tracciato la rotta dello sviluppo all’intera area vasta nord barese-ofantina. Sono convinto, che la sensibilità di chi ha il dovere di amministrare, perchè liberamente scelto, possa essere sollecitata non a rispondere a queste mie riflessioni oneste, legittime e critiche, ma ad iniziare a prendere coscienza che il tempo delle analisi retrospettive è finito. Ora è il tempo dei fatti e delle soluzioni. I cittadini come me non aspettano di sentire altro”, conclude Ruggiero Mennea.


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