Barletta, bilancio approvato ma resta la polemica. Damiani: «Discussi solo atti propedeutici, non la sostanza»

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“Premesso che le parole hanno sempre, in ogni situazione della vita, un peso non trascurabile, vi sono circostanze in cui esso diventa ancor più significativo, imponendo estrema attenzione nel loro utilizzo- esordisce Damiani- . Leggo, in una nota ufficiale a firma del sindaco Pasquale Cascella, il disappunto nei confronti di chi ha osato criticare la modalità di approvazione dell’ultimo Bilancio previsionale 2014 con formula “dato per letto”; ciò perché, dichiara il primo cittadino, se ne sarebbe invece “discusso per 12 ore nel Consiglio comunale di martedì”.

Evidentemente, allora, il sottoscritto e il sindaco Cascella hanno partecipato a differenti sedute di Consiglio comunale– ironizza Damiani-: in quella del 9 settembre scorso, infatti, non si è mai arrivati a portare sul tavolo della discussione il contenuto analitico del Bilancio 2014, ma soltanto gli atti propedeutici all’approvazione dello stesso, che sono cosa ben distinta. L’assise consiliare, pertanto, non è affatto entrata nel merito delle singole voci quali: spesa corrente, spesa investimenti, mutui, piano opere pubbliche annuale e triennale, relazione previsionale e programmatica, cioè il cuore pulsante del documento contabile.

La lunga discussione si è concentrata nella sua totalità sulle aliquote dei famigerati tributi locali, approvate le quali si è bypassato l’intero contenuto del Bilancio con la formula, appunto, del “dato per letto”. Ciò ha impedito il confronto pubblico nella sede istituzionale del Consiglio su temi fondamentali come il Piano delle opere pubbliche, che annovera al suo interno, a titolo di esempio, gli interventi per migliorare la balneabilità delle acque marine, questione di scottante attualità in questi mesi.

Dispiace leggere che l’avvenuta presa conoscenza del contenuto del Bilancio da parte dei singoli consiglieri venga equiparata alla discussione in pubblica sede, mai realizzata, di cui avrebbe potuto beneficiare non solo la compagine politica ma la collettività intera. In astratto, infatti, si invocano i principi guida della partecipazione e trasparenza, per segnare la discontinuità col passato; ma alla prova pratica, la maggioranza continua a rifugiarsi nelle formule di rito“, conclude la nota del capogruppo di FI.

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