Bisceglie, Angarano (Pd) su manovra di bilancio: «Priva di scelte coraggiose»

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Sebbene si accolga con favore lo sforzo dell’Amministrazione di imboccare finalmente, dopo tante battaglie del PD sul tema e una pronuncia della Corte dei Conti, la strada di una rappresentazione di bilancio più corretta e trasparente, non si può non evidenziare che è solo un primo passo.
Scoprire in anticipo le carte su quasi un milione e mezzo di debiti fuori bilancio non equivale a dimostrare di aver raccolto appieno le istanze di una chiara attività di programmazione ed analisi dei bisogni della cittadini.  Infatti lamentiamo ancora l’assenza di un confronto sulla visione della città che vogliamo. Assistiamo ancora una volta all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione a integrale copertura dei debiti.
Non si affrontano i nodi di Bisceglie Approdi o della Farmacia comunale che hanno bilanci in costante perdita; non si raccolgono le istanze dei residenti della zona 167 che meriterebbero un quartiere più pulito, più “verde” (gli alberi piantati a giugno sono già tutti secchi), servito almeno da una “circolare” e non assediato da branchi di randagi; non si può parlare di turismo se poi non diamo un parcheggio ai diportisti (il Bastione e’ occupato dai “materiali” dei lavori nel centro storico) o teniamo chiuso l’unico bar della darsena o, peggio ancora, non consegnamo i lavori del waterfront al 30 giugno come, troppo ottimisticamente, promesso.
Il turismo è affidato alla sola programmazione dell’Estate biscegliese che, ad onor del vero, è più che dignitosa e si lascia alle spalle la miriade di sagre di quartiere degli anni passati. Ma il nodo politico non è una critica fine a sè stessa sull’Estate biscegliese in sè o la cifra, forse esagerata, per trasformare il paese un set di cinecittà, quanto che si utilizza la tassazione locale per finanziare il tutto: l’Estate sulle tasche dei biscegliesi.
Per questo motivo le aliquote votate in Consiglio dalla maggioranza hanno ormai raggiunto i massimi livelli e pesano ugualmente sulle tasche di tutti i cittadini; ce ne accorgeremo a fine anno con i conguagli e le scadenze. Allora, forse sarebbe stato più virtuoso trovare quei soldi attenuando gli sprechi e realizzando politiche di rigore, altrimenti è forte la tentazione di pensare che ancora una volta non si faccia appieno l’interesse della collettività.
Sarebbe stato più utile diminuire a tutti le tasse locali o utilizzare i soldi degli aumenti per sfruttare la “libertà” che lo Stato lascia agli enti locali per modulare come meglio ritiene la imposizione attraverso agevolazioni o riduzioni al fine di realizzare una sempre maggiore equità sociale.
Penso ad agevolazioni della TARI per le giovani coppie, le famiglie numerose con basso reddito, le famiglie di ultrasessantacinquenni o che hanno un portatore di handicap, per i commercianti che hanno subito disagi perchè si trovano ad avere la loro attività a ridosso di aree interessate da lavori pubblici (penso, ad esempio, alle attività su via la marina e Nazario Sauro): niente di tutto ciò.
Insomma ancora una volta una “manovra” senz’anima e scelte davvero coraggiose; la vera novità è che l’hanno anticipata all’estate.

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