Sel Barletta su situazione nazionale: «Dare risposte ai più deboli, no a sterili discussioni»

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“Riteniamo che la linea politica del partito, in un momento di una così grave crisi economica e finanziaria che attanaglia il paese, debba recuperare, da subito, il progetto originario per evitare di cacciarci su posizioni autoreferenziali che rischiano di rinchiuderci su una linea di autodifesa radicale e settaria che ci esporrebbe sino a collocarci in un angolo ed in seria difficoltà con la nostra gente che stenterebbe a comprenderci.

È necessario, non più procrastinabile nel tempo, ridefinire il programma, elaborare un progetto che incida con fermezza sulle scelte di governo restituendo cosi risposte a tutte le fasce sociali che giorno dopo giorno vivono con estrema sofferenza, tornando così ad essere una sinistra che elabora ma nel contempo si confronta strenuamente per rendere i bisogni dei più deboli esigibili e allo stesso modo essere una forza di governo.

Per fare tutto ciò è necessario che la forma partito prenda corpo organicamente, che si organizzi sul territorio, laddove si percepiscono e si toccano con mano le sempre più numerose povertà e i bisogni di chi dovremmo rappresentare e che faticosamente   rappresentiamo perché appunto manca il canale di ascolto, “la struttura partito “.

Sul territorio la crisi della politica, la credibilità del sistema politico si è fortemente ridimensionato e questo ci obbliga a mostrare maggiore fermezza nelle decisioni oltre che coesione trasversale di idee tra i vari livelli di direzione nell’affrontare percorsi condivisi con chiarezza e lealtà, consapevoli come siamo, che tutto questo comporta grande fatica.

Quindi abbiamo bisogno di “più politica” per dare voce a quella parte dei tanti lavoratori precari, dei giovani disoccupati, degli sfruttati senza diritti e tutele e dei pensionati con redditi da fame al limite della sopravvivenza.

Questo è uno dei tanti motivi per cui rivendichiamo la forma di partito organizzato al fine di consentire la partecipazione dal basso e di cui si sente l’urgenza.

Oltre alla nostra gente c’è una moltitudine di persone che ci sta osservando con interesse perché sa che su di noi può contare per proporsi per una cittadinanza attiva e che chiedono anche alle istituzioni e ai partiti più responsabilità, più disponibilità al confronto, più capacità di ascolto dei problemi delle persone.

Va da sé che occorre creare le giuste coordinate a tutti i livelli e in particolare rivedere il gruppo dirigente perché, crediamo, non si è stati capaci di delinearle sino in fondo e si è dimostrato inadeguato alle sfide su cui siamo stati chiamati ultimamente a confrontarci.

Oggi riteniamo non possiamo far finta che nulla è successo o sottovalutare le ragioni che hanno determinato l’attuale situazione di SEL, non è più sufficiente indignarsi, cosi come lo siamo, dobbiamo agire con ragionevolezza.

La sinistra negli ultimi trent’anni si è auto lesionata ed è abbastanza noto a tutti, quindi SEL necessita di recuperare la bussola, certi come siamo, che dobbiamo abolire le sterili discussioni che nulla hanno a che fare con la nostra storia e con la sinistra italiana”.

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