Barletta, Caracciolo su Ecocentro: «Amministrazione inconcludente, cittadini danneggiati»

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“Occasione persa da parte dell’amministrazione comunale incapace di dare risposta alla voce della cittadinanza e degli abitanti della Zona 167”, la definisce il consigliere Caracciolo, che prosegue: “Venerdì 6 giugno 2014 si è tenuto il Consiglio Comunale con all’ordine del giorno il punto avente ad oggetto Discussione e determinazione in merito all’opportunità di individuare una nuova ubicazione del Centro Comunale di Raccolta previsto dalle delibere di Giunta comunale n. 188 del 20/10/2010 e n. 56 del 29/03/2011 e della delibera di concessione, in comodato d’uso gratuito, a norma dell’art. 180 del codice civile al Consorzio ATO Rifiuti Bacino BA/1, Via degli Ulivi angolo Via dei Salici approvata dal Consiglio Comunale in data 26/03/2012 (delibera n. 19)”.

“Prima considerazione: la convocazione del consiglio e la conseguente discussione del punto all’ordine del giorno citato è risultata, come sottolineato da altri sottoscrittori della richiesta di consiglio monotematico, molto tardiva rispetto alla richiesta protocollata da venti consiglieri comunali e soprattutto ha trovato l’amministrazione comunale totalmente impreparata ad affrontare la discussione”.

La mozione da me presentata nel corso del consiglio comunale – sottolinea il consigliere comunale e regionale Filippo Caracciolo – nata dalle numerose sollecitazioni giunte dagli abitanti del quartiere aveva lo scopo di chiedere all’amministrazione comunale di considerare la possibilità di spostare l’ubicazione del centro comunale di raccolta in un altro luogo, sempre di proprietà comunale, sito al prolungamento di via degli Ulivi”.

Come scritto nella mozione ‘lo spostamento della collocazione del centro comunale di raccolta nel luogo indicato sarebbe andata nella direzione di cogliere la richiesta dei cittadini abitanti nella zona 167 senza pregiudicare gli sforzi posti in essere dall’amministrazione comunale rispetto alla gestione dei rifiuti’.

“I lavori del consiglio comunale e lo scioglimento dello stesso a causa della mancanza del numero legale non hanno consentito alcuna indicazione alternativa rispetto alla scelta già individuata e che tanta preoccupazione sta destando negli abitanti della zona 167 interessati dall’ubicazione del centro di raccolta in una zona ad alta densità abitativa”.

Con la mancanza del numero legale di ieri – rimarca il consigliere comunale e regionale Filippo Caracciolo – si è scritta una brutta pagina della politica. Si è deciso di non decidere. L’amministrazione comunale nel corso dei lavori del consiglio comunale ha dato prova della propria impreparazione. Rispetto all’argomento trattato non ha prospettato alternative, ha omesso di offrire al consiglio comunale maggiori approfondimenti rispetto all’iter amministrativo previsto e si è trincerata dietro aspetti burocratici senza neanche impegnarsi nella verifica di fattibilità delle alternative proposte in consiglio tramite mozione. Tutti gli sforzi dell’amministrazione si sono concretizzati in una semplice presentazione di slide con l’elenco di possibili ubicazioni di altri centri raccolta”.

Ad un anno dall’elezione del sindaco Pasquale Cascella non si riesce ad andare oltre l’ordinaria amministrazione e risultano ancora poco chiari il ruolo del sindaco, il ruolo della giunta ed il ruolo del consiglio comunale. Ieri è stata persa l’ennesima occasione di confronto con la città nonostante il tentativo sotto forma di mozione di andare incontro alle richieste della cittadinanza ripristinando un rapporto di fiducia che passi da atti concreti”.

“Decidendo di non decidere si fa danno ai cittadini e a ben poco serve prendere le distanze dalle responsabilità rifugiandosi, come spesso sta accadendo, in chi ha operato scelte nel passato. Approssimazione, scarsa sensibilità e zero spirito di iniziativa sono la sintesi del comportamento tenuto in aula ieri dall’amministrazione comunale, in continuità con il primo anno di attività amministrativa. Quanto alle motivazioni illustrate dai tecnici, fortemente volute dal sindaco per eludere la problematica, mi auguro che queste siano confermate per iscritto in tutta la loro bontà. La risposta data in consiglio ha fornito, a mio avviso, motivazioni deboli: vista l’importanza del tema trattato le stesse motivazione avrebbero per lo meno potuto meritare ulteriori approfondimenti. Inoltre proprio l’intervento in consiglio comunale del dirigente all’urbanistica nel sollevare criticità e dubbi sulla proposta alternativa presentata ha seminato perplessità sulla proposta originale relativa al centro di raccolta. Di fatto questo pone l’amministrazione di fronte e precise responsabilità che per ora restano irrisolte”.

“Concludo – scrive Filippo Caracciolo – rispondendo ai consiglieri comunali appartenenti a forze politiche di maggioranza e di opposizione che hanno sminuito la proposta presentata tramite mozione il cui spirito era solo quello di offrire all’amministrazione un periodo di tempo per poter riflettere sull’individuazione fatta offrendo una soluzione alternativa. E stigmatizzo in maniera pubblica il modo grossolano con cui in alcuni interventi si è voluto stravolgere il senso della mia proposta sino a ridurla ad ‘spostamento di 50 metri del centro di raccolta’. Basterebbe un semplice sopralluogo per rendersi conto che la distanza è ben superiore a quella indicata ma soprattutto che la collocazione del centro di raccolta nell’ubicazione alternativa, pur trattandosi della stessa area, finirebbe per avere un minor impatto sull’intero quartiere anche in virtù della maggiore distanza da scuole e condomini”.

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