Trinitapoli, crisi nel Pd: in 4 lasciano la segreteria in polemica con Andriano

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“Bellissimo è stato il percorso che ci ha portato alla vittoria di Matteo Renzi alle primarie dell’8 dicembre 2013, percorso che ha concluso un iter che iniziava per noi nel settembre 2012, quando poche persone a Trinitapoli, allestendo un comitato elettorale, decidevano di sostenere l’attuale segretario nazionale del PD, che all’epoca si candidava alla guida della coalizione di centrosinistra schierandosi contro Bersani. Già da allora si percepiva che il rottamatore, seppur sconfitto, avrebbe dato uno scossone a tutto il partito sicuramente a livello nazionale, con la speranza però che ciò potesse avvenire a cascata fino ai circoli più piccoli. Questa speranza non è ancora scemata, in quanto i cambiamenti netti sappiamo che hanno bisogno di tempo. Nel caso della segreteria di Trinitapoli temiamo però che il tempo difficilmente ci potrà aiutare, poichè sembra che a nulla siano valse le raccomandazioni di Renzi nell’attuare quel tanto acclamato cambiamento.

In casa PD a Trinitapoli avviene proprio il contrario, vecchi sistemi, vecchi metodi  e vecchia politica, anzi se dovessimo analizzare il significato di “politica”  potremmo dire che forse è proprio assente all’interno della segreteria locale.

Vengono a mancare inoltre dei principi, quali trasparenza, sincerità, rispetto, condivisione e democrazia, senza i quali secondo noi è impossibile procedere in un percorso comune e la cui mancanza determina la disaffezione della gente nei confronti della politica del partito.  Crediamo che la condivisione all’interno di un partito, che tra l’altro si chiama democratico, sia non importante ma indispensabile, riteniamo inoltre che negli ultimi anni questa linea non sia mai stata adottata, le decisioni sono sempre state prese da una cerchia ristretta di persone che evidentemente intendono fare politica più per arrivismo che per il bene comune. Ora la questione è che nonostante sia stato sollevato il problema più volte e altrettante volte abbiamo chiesto di cambiare modi e metodi, purtroppo si continua ad adottare la politica manovrata da pochi, dimenticandosi che esiste un coordinamento che non è legittimato solo a ratificare decisioni già prese. Non abbiamo mai pensato al nostro contributo come fondamentale, ma come un dovere di servizio, in quanto ha senso esserci nel momento in cui INSIEME si lavora per incidere e trasformare in meglio la realtà.

In seguito a queste considerazioni riteniamo terminata la nostra esperienza di collaborazione con la segreteria Andriano, la quale piuttosto che “cambiare verso” come dice il segretario nazionale adotta lo stesso ormai da anni. Il consiglio che possiamo dare al segretario è che se veramente vuole dare uno scossone a questo partito e iniziare quel percorso già avviato a livello nazionale, cambi davvero direzione, rottamando determinate politiche. Nonostante tutto siamo sollevati dal fatto che a livello nazionale siamo in un botte di ferro e che lì davvero il cambiamento è già iniziato.”

Michele Mininni

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