Barletta, M5S su inchiesta Ventura: «Chiarisca di fronte ai cittadini»

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Si legge nella nota: “Rileviamo nelle ultime ore che a tenere banco, ancora una volta, sui vari organi di stampa locali sono le vicende giudiziarie di un politico barlettano, nel caso specifico, il Capogruppo consiliare del Partito Democratico: Pasquale Ventura. Il consigliere avrebbe ricevuto un’informazione di garanzia per corruzione in merito a presunte irregolarità nella gestione di un centro sportivo comunale sito in via Rossini ( Il M5S ha avviato un primo studio delle questioni riguardanti il centro sportivo sin dallo scorso ottobre attraverso una richiesta di accesso agli atti: cercheremo per quel che ci concerne e compete, di chiarire aspetti e situazioni che ai nostri occhi possono presentare zone d’ombra. Invitiamo, come sempre, i cittadini interessati al tema ad attivarsi e partecipare al gruppo di lavoro preposto).

Per quanto la vicenda da un punto di vista meramente giudiziario sia ancora in fase embrionale, al contrario, politicamente ha già prodotto alcuni effetti all’interno del P.D. Apprendiamo infatti, che i consiglieri colleghi di Ventura, si sono prontamente riuniti e hanno respinto le dimissioni presentate dal loro Capogruppo divulgando in proposito una nota congiunta. 

Nota, in cui viene confermata la piena fiducia nel consigliere, che a quanto pare, avrebbe fornito
chiarimenti esaustivi sull’argomento. Ebbene da movimento composto da cittadini, abbiamo
l’obbligo di far appassionare nuovamente la cittadinanza alla politica e non possiamo permettere
che vi siano ombre su chi si trova ad amministrare o su chi siede nelle istituzioni, sia in
maggioranza che in opposizione, a livello nazionale e locale. Per tale motivo, pur rilevando che una
società garantista è alla base di una solida democrazia e nel riporre al contempo la massima fiducia
negli organi inquirenti preposti, chiediamo al consigliere Ventura di chiarire quanto prima la sua posizione non solo nelle stanze chiuse di un partito, ma di fronte a tutti i barlettani ed in caso di rinvio a giudizio, di trarre le dovute conclusioni, così come indicate nell’art. 3 del codice etico sottoscritto dai candidati del centrosinistra durante la campagna elettorale.

Questo, per evitare che siano ulteriormente intaccate, la credibilità e il prestigio dell’Amministrazione comunale e della classe politica locale, vista la già bassa considerazione di cui godono presso l’opinione pubblica anche alla luce degli ultimi accadimenti politici e il perdurare di una crisi, eufemisticamente definita “costruttiva”, di cui non si intravede ancora la soluzione”.

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