Andria, Sel abbandona Consiglio comunale: dimissioni di Emanuele Sgarra

0
147

“Tale azione risultava supportata dal pieno convincimento che le prerogative e le azioni possibili fossero state vanificate da un’azione costante di “imbavagliamento istituzionale”. Quando parliamo di questo ci riferiamo nello specifico ad un modus operandi che ha caratterizzato l’amministrazione di centrodestra, che al dibattito consigliare ha preferito sempre la deliberazione di Giunta”, dichiarano i coordinatori andriesi di Sel Lomuscio e Lorusso.

“A dimostrazione di ciò che affermiamo,  la Giunta comunale ha approvato la rateizzazione del saldo Tares: tale proposta faceva parte del testo di proposta di deliberazione di Consiglio sottoscritta da settemila cittadini e avanzata dalle forze politiche di opposizione (la stessa, ricordiamo, era stata oggetto di scherno da parte di alcuni componenti, anche autorevoli, della maggioranza).

L’assenza di confronto ha caratterizzato più e più episodi: solo per citare i più recenti, ricordiamo la richiesta di dimissioni del Primo cittadino, motivate dalla mancanza di assunzione della guida politica e del controllo del territorio proprio nei giorni in cui le nostre strade erano teatro dei disordini del movimento dei forconi.

Tale richiesta è stata avanzata anche a seguito dell’emersione del grave episodio riguardante il probabile coinvolgimento dell’assessore all’ambiente in ben due inchieste differenti derivanti da altrettante Procure, sul cui esito giudiziario non spetta a noi, di certo, emettere sentenze e giudizi irrevocabili, e sul quale ci auguriamo nel più breve tempo possibile si possa far luce e giungere all’accertamento della verità.

Ciò non toglie, però, che alcune considerazioni politiche non siano procrastinabili; sulle stesse invece è caduto un silenzio che desta preoccupazione.

Avremmo apprezzato si fosse ricercata la chiarezza che il caso meritava, che gli organi preposti alla discussione democratica fossero stati messi nella condizione di assolvere fino in fondo al proprio compito, ovvero quello del dibattito e del confronto, sebbene aspro, di posizioni differenti.

Invece non è accaduto nulla di tutto questo. Abbiamo assistito invece al teatrino delle dimissioni degli assessori con successivo reintegro funzionale, poi alcune frange di partiti di maggioranza hanno richiesto, addirittura, la testa di un proprio esponente. Non da ultimo, il contrattacco del partito di maggioranza alle dichiarazioni della portavoce delle opposizioni Bruno: a puntuali osservazioni e critiche nella risposta vi era un attacco deliberato e frontale di tipo personale.

Il confronto su ciò che sta accadendo in Città avrebbe favorito, non questo o quel partito, ma un clima sereno e soprattutto avrebbe dato l’opportunità ai cittadini di essere consapevoli e coinvolti; invece ad oggi risultano semplicemente, nella sostanza, essere la parte lesa, danneggiata.

L’amore per le istituzioni democratiche, per i luoghi deputati al confronto, ci ha portati a riflettere profondamente su quanto invece fosse necessario imprimere una svolta e dare alle stesse una nuova possibilità, un po’ come accade alla fenice: risorgere dalle proprie ceneri. Per tutto questo, riteniamo un atto non più rinviabile, e soprattutto conseguenziale a quanto affermato e fatto in precedenza, quello di ritirare dal Consiglio comunale il nostro gruppo consiliare e formalizzare la dimissione del nostro consigliere comunale.

A garanzia di quanti hanno riposto in noi fiducia e ci guardano con la speranza che la voce a sinistra in questa Città si elevi e non si zittisca dinanzi a grandi poteri o manovre di palazzo, con questo atto non riteniamo abdicare al nostro ruolo e alla nostra azione: saremo invece vigili e attivi all’esterno delle istituzioni

Il giorno 5 marzo sarà formalizzato quanto deciso al fine di consentire alle altre forze politiche e singoli consiglieri di effettuare proprie valutazioni e aggregarsi all’atto delle dimissioni”.

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here