Barletta, crisi politica. Tupputi: «Cascella rinnegato prima che il gallo cantasse»

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“Cascella chiede la verifica in Consiglio comunale, cercando di lanciare una sorta di guanto di sfida. E intanto alcuni candidati non eletti della lista del Sindaco, con le stesse metodologie ma in antitesi agli ex discepoli, difendono il primo cittadino della nostra città, scatenando la replica seccata degli esponenti istituzionali dello stesso movimento. Il Partito Democratico, ovviamente non smentendosi neanche questa volta, mette alla gogna il suo sindaco. E aggiungerei solo suo, o meglio di chi ha imposto la candidatura di Cascella nella nostra città. Gente che nel frattempo ha traslato la propria posizione di corrente all’interno del PD, cercando di proteggersi dallo tsunami Renzi. Per quanto riguarda gli altri componenti della coalizione del centro sinistra, non mi esprimo, preferisco zittirmi”, prosegue la nota di Tupputi.

“Caro Cascella, quasi dodici mesi or sono avevo predetto senza esser circondato da discepoli “titolati”, ma per fortuna mia da veri amici, che anche tu saresti finito sulla graticola, o meglio sulla Concordia. Ecco, il momento è arrivato, e sinceramente sono rammaricato di questo. Ovviamente non per la coalizione che ti circonda, ma per la nostra città, perché mentre voi continuate a litigare alla ricerca della cura giusta, non certamente per la città ma solo ed esclusivamente per voi stessi facendone solo una questione di poltrone, il malato muore.

Malato che non ha colpe, se non quella di aver creduto che tu, caro Pasquale, fossi in grado di camminare da solo senza discepoli, perché ne conoscevi il dna. Ora invece ti trovi difronte a un bivio. O dichiari “obbedisco” o tiri avanti, ovviamente senza discepoli.

Caro Cascella, adesso basta studiare. La nostra città aspetta. Se permetti vorrei darti un consiglio: schiena dritta a testa alta, senza discepoli ma con la città. Se riuscirai a fare questo ti chiamerò “Caro Sindaco”, perché quel giorno sarai anche il mio Sindaco, e di quei barlettani che aspettano ansiosi la cura”, conclude.

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