Barletta, istituti di partecipazione. Il presidente Commissione Affari Generali Bruno: «Cittadini più protagonisti»

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“Rendere partecipi i cittadini, includerli nei processi decisionali significa prima di tutto fornire loro un’informazione adeguata sui processi e sull’azione amministrativa; significa, inoltre, rendere l’amministrazione trasparente, accessibile e dialogante, capace cioè di comunicare e di ascoltare.

E’ necessario quindi abbandonare la pratica attuale di considerare i processi partecipativi come episodi correlati ad eventi di particolare risonanza ed importanza e considerarli invece elementi organici dell’espressione democratica.

In forza del nostro Statuto Comunale, il Consiglio comunale ha la facoltà di istituire gli “Istituti di partecipazione” previsti dal T.U.E.L. per garantire la partecipazione attiva dei cittadini anche stranieri, purché residenti, ai processi decisionali che investono l’intera Comunità.

La relativa istituzione passa attraverso la redazione di apposito regolamentoche disciplina l’intera materia e che fino a “ieri” non era stato adottato.

La I Commissione Affari Istituzionali e Generali, Annona, Sicurezza e Legalità, che mi onoro di presiedere ha lavorato, alacremente e speditamente, sin dal suo insediamento per giungere in tempi rapidi e grazie allo straordinario contributo della dirigente al ramo, dott.ssa Rosa Dipalma, e dell’Avv. Roberto Rizzi della segreteria generale del Comune, alla stesura di una bozza di regolamento degli Istituti di partecipazione, affinché i buoni propositi esplicitati nelle linee programmatiche potessero prender “corpo” avviando anche nella nostra amata Città una nuovo percorso di condivisione.

Dall’11 al 25 Febbraio la bozza ritualmente pubblicata all’albo pretorio informatico e pubblicizzata attraverso gli organi di stampa è stata oggetto di opportune osservazioni e/o memorie.

Abbiamo partorito un testo indubbiamente suscettibile di modifiche ed integrazioni che abbiamo pensato bene di sottoporre all’attenzione dell’intera Città, attraverso un momento di incontro e confronto pubblico presso la sala riunioni del Comando di Polizia Municipale, in data odierna, per consentire ai singoli cittadini e alle associazioni regolarmente costituite di offrire il proprio contributo che sarà tenuto in debita considerazione al fine di elaborare il testo finale da portare in Consiglio.

Nel corso del dibattito, avvenuto alla presenza di numerosi rappresentanti del mondo associativo, è emersa la necessità di riaprire i termini della pubblicazione all’albo pretorio fino al 31 marzo 2014 e di calendarizzare un nuovo appuntamento pubblico con la Città in data 20 marzo 2014 sempre presso la sala riunioni del Comando di Polizia municipale per consentire a tutti di partecipare davvero.

La bozza consta di ben 35 articoli che in parte richiamano il nostro statuto ed altri che invece disciplinano i singoli Istituti di Partecipazione e pongono l’accento in modo particolare sulle cosiddette “Consulte Comunali”.

La scelta “radicale” di privilegiare alcune aree tematiche è sorta dalla necessità di stabilire delle priorità.

Giovani, diversamente abili e immigrati diventeranno, attraverso la propria partecipazione attiva, in forma associativa, alle Consulte Comunali, artefici e protagonisti del proprio destino.

Agli imprenditori e agli operatori del Turismo e del mondo della Cultura sarà data la possibilità di condividere insieme una nuova idea di sviluppo della Città che passi però attraverso tempi certi, non più procrastinabili a causa della grave crisi economica che fa “tremare i polsi”.

Attenzione massima è stata garantita alle tematiche ambientali in vista del rivoluzionario processo di raccolta “porta a porta” e alla luce dei sempre più frequenti episodi che evidenziano un drammatico fenomeno di inquinamento dell’aria e del mare.

Più sport e lotta contro ogni forma di violenza e di discriminazione ci sono sembrate questioni non di secondo piano, che meritavano grande considerazione.

Siamo di fronte quindi ad uno processo di cambiamento molto complesso da cui dipende in gran parte l’evoluzione democratica oltre che la possibilità di mettere a fattor comune le migliori energie e competenze presenti sul nostro territorio.

Un processo di cambiamento che non può essere condotto in modalità top-down, né lasciato alla qualità delle singole iniziative, né pensato come un processo a totale carico delle istituzioni, ma deve avere nella rete il suo modello di evoluzione.

Si tratta di una vera e propria riorganizzazione della vita democratica.

Pertanto ribadiamo la nostra più totale disponibilità al dialogo e al confronto con tutta la Città, evitando polemiche inutili e attacchi scomposti perché è giunto il momento di marciare uniti verso una nuova stagione dei “DIRITTI e dei DOVERI” perché Barletta deve cambiare!”.

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