Trinitapoli, evitato il dissesto ma l’opposizione attacca: «La Corte dei Conti commissaria l’Amministrazione»

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“In altre parole, la Corte dei Conti verificherà e terrà sotto controllo il comportamento contabile e finanziario di questa amministrazione fino alla fine del mandato. E di ciò rivolgiamo il nostro più gradito ringraziamento alla sezione regionale della Corte dei Conti perchè in tal modo si evita che questa amministrazione di destra compia ulteriori disastri”, si legge nella nota a firma di Maria Andriano e Donato Piccinino.

“La mancata piena approvazione del piano presentato trova la sua spiegazione nei rilievi che la Corte esplicita, in particolare richiamando l’amministrazione per aver effettuato tagli irrisori alle spese per le indennità percepite dal sindaco e dagli assessori (appena 15 mila euro, per giunta grazie ad un nostro emendamento al bilancio 2013, su un totale di circa 125 mila euro da essi percepito) quando invece tutta la manovra finanziaria è stata fatta portando le tasse dei cittadini al massimo storico di tutti i tempi. Di fatto, da adesso e per i prossimi due anni, il nostro Comune sarà commissariato dalla Corte dei Conti, con l’Amministrazione vincolata alle misure del piano di rientro da rispettare e da cui non si potrà discostare e le indicazioni dell’organo di controllo e del revisore dei conti che non concederanno deroghe, pronti ad intervenire in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi. Non emerge, purtroppo, un governo della città capace di invertire la rotta perché quella che abbiamo davanti è un’Amministrazione chiusa e a difesa solo di piccoli o grandi interessi, incapace di affrontare e risolvere, dopo più di metà mandato, problematiche che sono sotto gli occhi di tutti.

Avevamo indicato altre strade che si potevano intraprendere senza gravare sulle spalle dei cittadini in un momento di grave crisi economica che coinvolge tante famiglie, ma hanno preferito non impegnarsi in un lavoro che richiedeva fatica e competenze specifiche, tanto, alla fine, paga Pantalone! Il risultato ora è il decadimento della qualità della vita nella nostra Città, economica, sociale, culturale e politica. È vero, questi signori, di “decadenza” sono esperti”, conclude la nota.

Michele Mininni

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