Trinitapoli, Peschechera: «Sulla Tares la sinistra fa solo demagogia»

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“Non è possibile che dopo quattro commissioni, due consigli comunali e oltre tre mesi di lavoro accettare con un colpo di teatro la proposta di cancellare tutto e tornare alla Tarsu, come se fino ad allora avessimo scherzato –ha sostenuto il presidente della commissione affari generali, Ludovico Peschechera, durante l’ultimo consiglio comunale-. Con la grave situazione economica in cui versa il comune, con i salti mortali fatti per chiudere un bilancio tempestato da migliaia di euro di debiti fuori bilancio per errori macroscopici commessi dalla sinistra nel passato, si ha anche la faccia tosta di andare a fare populismo spicciolo tra la gente. Sapendo chiaramente che il bilancio comunale, così come ha confermato durante il consiglio la responsabile del servizio finanziario, non avrebbe potuto sopportare il ritorno alla Tarsu. Una giravolta che avrebbe mandato all’aria il lavoro sulla tares e, soprattutto, lo schema di bilancio già approvato in giunta e tutto quello che ne sarebbe conseguito. Il chiaro intento delle opposizioni non è mai stato quello di stare vicino alla gente, ma la riappropriazione di un potere che ormai gli manca e li logora. Ormai in consiglio comunale ripetono la poesia a memoria”.

Il consigliere Peschechera è tornato anche sulla questione dell’equità della Tares: “Noi, come loro d’altronde e lo si può evincere dai verbali di consiglio comunale del 15 ottobre e da quelli della commissione, sosteniamo che la nuova tariffa sia più equa –ha proseguito il vicepresidente del consiglio-. Paga di più chi produce più rifiuti, questa è la razionalità della Tares che non ha approvato solo noi, ma anche città limitrofe. Il lavoro degli uffici degli ultimi mesi è stato profuso per riuscire a razionalizzare anche i parametri. Siamo stati tante ore in commissione per riuscire a modulare una proposta seria ed equa, approvata nell’ultimo consiglio comunale. La scorrettezza di venire a dire di annullare tutto il lavoro, con il secondo fine di far saltare il bilancio e l’amministrazione comunale, è meschina e misera”.

Michele Mininni

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