Barletta, Bilancio 2013. Bruno (Pd): «Grande senso di responsabilità del centrosinistra»

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“Alle 4.30 del 23 novembre il Consiglio Comunale di Barletta ha approvato con 20 voti favorevoli del centro-sinistra e 6 voti sfavorevoli del centro-destra, l’ultimo punto previsto all’ordine del giorno: Bilancio di previsione 2013 e Relazione Previsionale e Programmatica e Bilancio Pluriennale per il triennio 2013-2015.

Una manovra complessa, maturata dopo un articolato percorso di analisi e contenimento della spesa e composta da scelte non facili per ripianare i debiti e continuare a garantire servizi essenziali ai cittadini barlettani.

Il ritardo nella presentazione dei bilanci comunali in quasi tutti i Comuni italiani rispetto agli anni passati è stato legato alle difficoltà nel far tornare i conti.

Pesanti le decurtazioni per gli enti locali contenute nel decreto “Salva Italia” dell’ex-esecutivo Monti e sempre più stringenti le maglie del cosiddetto “Patto di Stabilità” definito dal neo Presidente Nazionale dell’A.N.C.I. una “prigione” che mortifica l’autonomia e la capacità di governo dei Comuni Italiani.

E’ così emersa l’ineludibilità di un intervento sull’aliquota dell’addizionale comunale Irpef attraverso una graduale rimodulazione della stessa per evitare il rischio di un dissesto.

A proposito della TARES, invece, per la città di Barletta il Commissario Straordinario, con i poteri del Consiglio Comunale, aveva già stabilito che, nelle more dell’approvazione del nuovo Regolamento per l’applicazione del Tributo, per l’anno 2013 il pagamento della TARES dovesse essere effettuato in 3 rate con le scadenze del 31 agosto 2013 1^ rata (acconto), 2^ rata 31 ottobre 2013 (acconto) e 31 dicembre 2013 (saldo).

Mentre i due acconti erano stati determinati, il saldo della TARES è stato determinato a seguito dell’approvazione del Piano Finanziario, delle tariffe e del Regolamento per l’applicazione del tributo, scomputando quanto già versato a titolo di acconto e determinando a conguaglio quanto ancora dovuto.

L’Amministrazione ha avuto dunque una felice intuizione, grazie anche al conforto di un apparato burocratico efficiente ed efficace in servizio: ha cioè atteso le decisioni del Governo nazionale, prima di determinare le aliquote e le fasce di intervento, adottando la cosiddetta “Tares semplificata”, sostanzialmente simile alla Tarsu in vigore negli anni precedenti. In altre parole il temuto aumento che poteva giungere sino al 600% rispetto a quanto pagato sino allo scorso anno, a Barletta si limita ad una percentuale molto vicina al 30% in più.

Possono tirare un sospiro di sollievo, cittadini comuni e imprese, che dovranno far fronte alla nuova incombenza entro il 16 dicembre avendo inoltre la possibilità di rateizzare in 4 rate il pagamento del saldo finale.

Ma il tema della tassazione per lo smaltimento dei rifiuti si intreccia inevitabilmente con le vicende legate al “conferimento” differenziato.

La raccolta differenziata nella nostra Città è calata rispetto al 2011: dal 22.9% al 20.6%. Con la conseguenza dell’aumento dell’aliquota prevista per la TARES. E’ ormai imprescindibile la necessità di scegliere seriamente e con interventi concreti la strada della raccolta differenziata affinché tutti sappiano che in caso contrario ci toccherà pagare una tariffa rifiuti alta e dunque non varrà nessun tipo di protesta o lamentela di alcun colore politico di fronte ad un futuro Bilancio Comunale che preveda aumenti di tasse. E’ necessario allora fare in modo che la tassazione a carico delle famiglie ed aziende sia equa, premiando i “comportamenti virtuosi”.

Qualcuno, anche nella nostra città, esprime giudizi negativi dai banchi dell’opposizione e accusa l’Amministrazione Comunale. L’idea di fondo che deve invece caratterizzare il nostro agire è quella di amministrare con il buon senso del “padre di famiglia”. Per questo credo sarebbe meglio guardarsi attorno, prendere piena coscienza della realtà e volere più bene a questa Città, pensando anche a chi verrà “dopo di Noi””.

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