Barletta, futuro della Bar.s.a. Damiani (Pdl): «Basta con la spartizione politica»

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Scrive Damiani:  “In merito al dibattito sul futuro della Bar.s.a., alimentato da interventi di associazioni, rappresentanti delle principali sigle sindacali e amministratori locali, al momento mi pare di poter evidenziare, con rammarico, un unico punto fermo: la discussione non lascia intravedere alcun elemento di discontinuità rispetto al passato, quando “l’affaire Bar.s.a” è stato trattato applicando la consueta e deleteria logica spartitoria. Si apprende, infatti, di riunioni tra i gruppi di maggioranza e il Sindaco in cui si discute di scenari di riforma e nomine dei vertici aziendali. Proprio quel modus operandi che la recente riforma introdotta con la legge 135/2012 ha inteso evitare. In ossequio alla novità normativa, che prevede un cda formato da non più di tre membri, dei quali due dipendenti dell’amministrazione, ricordiamo che con una delibera approvata con i poteri del Consiglio comunale, il Commissario Straordinario, dott.ssa Anna Maria Manzone, decise, anche in un ‘ottica di contenimento della spesa pubblica, di avviare la procedura, da effettuare in sede di assemblea straordinaria dei soci, per la modifica dell’art.16, titolo IV, dello statuto societario di Bar.S.A. che disciplina la composizione del Consiglio di Amministrazione.

Alla luce della riforma, l’importanza della questione impone che essa sia trattata svincolandola da appartenenze politiche di sorta. La Bar.s.a. impegna circa un terzo del Bilancio comunale (18 milioni di euro su 60), per cui l’unica sede deputata a discutere del suo assetto futuro è quella istituzionale del Consiglio comunale.

Ipotesi e progetti sul suo destino dovranno necessariamente essere approfonditi dalla massima assise cittadina, alla luce della normativa vigente e dell’impatto sociale che il riassetto potrebbe comportare. Considerare la Bar.s.a. un caso gestibile nelle segrete stanze della politica, attraverso i soliti noti, significherebbe ripetere gli errori del passato, che ne hanno condizionato l’esistenza rendendola il “carrozzone” che conosciamo.

E’ indispensabile invece oggi seguire la strada del più ampio dibattito e confronto, dal quale possa emergere la migliore sintesi capace di dare nuova linfa ad una società che opera in un settore strategico come quello della gestione dei rifiuti e che merita di essere degnamente rilanciata sul territorio”.

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