Barletta, aumento Irpef. Bruno (Pd) replica a Damiani (Pdl): «Impopolare ma necessario»

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“Nell’approvazione degli indirizzi finanziari si è dovuto, inevitabilmente, tener conto del corposo riconoscimento di debiti fuori bilancio contenuti nella relazione finanziaria redatta dall’assessore Chieppa e dal dirigente Pedone e derivanti da sentenze passate in giudicato (in particolare per espropri) e da sentenze non contabilizzate negli anni precedenti. Il lavoro della Giunta Comunale sul bilancio è partito esattamente da quella relazione, resa pubblica a fine luglio, con la quale veniva fatta chiarezza sui conti del nostro Comune”, scrive l’avvocato Bruno.

“Da essa è emersa la gravità della situazione finanziaria, condizionata com’è dal cumulo dei circa 8 milioni di debiti fuori bilancio con una cifra altrettanto pesante di crediti di dubbia esigibilità che vincola l’Amministrazione alla osservanza di un sempre più stringente patto di stabilità.

E’ così emersa l’ineludibilità di un intervento sull’aliquota dell’addizionale comunale Irpef, che il Comune di Barletta ha fin qui mantenuto al livello più basso e praticamente senza pari rispetto, per esempio, ai Comuni di Andria o Trani dove governa da anni il Centro-destra.

Trattasi di un adeguamento indubbiamente impopolare, ma coraggioso ed inevitabile per evitare il rischio di un dissesto, attraverso una rimodulazione graduale dell’aliquota nel rispetto dall’art. 53 della Costituzione e tutelando le fasce più deboli della popolazione.

E’ stato dato, inoltre, nuovo impulso alla lotta alla evasione fiscale e agli sprechi, che rappresentano due capisaldi imprescindibili del nuovo corso tratteggiato dal Sindaco Pasquale Cascella”, evidenzia il consigliere del Pd.

L’opposizione continua quindi a fare propaganda e a strumentalizzare una situazione finanziaria che ha radici ben al di là dell’ambito comunale; dovrebbe avere l’onestà intellettuale di ammettere che il momento è davvero difficile e che le polemiche non aiutano certo a superarlo.

Il nostro Paese vive una drammatica crisi economia peggiore di quella del ’29, come affermato recentemente dall’attuale Ministro dell’Economia Saccomanni, e la drastica riduzione dei trasferimenti statali e regionali mette in ginocchio i bilanci di qualsiasi Comune.

Dobbiamo impegnarci insieme e con coraggio, maggioranza e opposizione, se vogliamo davvero provare ad uscire da questa spirale pericolosa e non rassegnarci alla paura”, conclude Bruno.

Varato in Giunta ora la parola passa al Consiglio con l’auspicio che si giunga velocemente ad una rapida approvazione al fine di predisporre il nuovo Bilancio di Previsione 2014, perché il vero cambiamento passa anche attraverso “tempi nuovi”.

1 COMMENTO

  1. Il cambiamento non si compie aumentando le aliquote o elaborando nuovi tributi, ma programmando, pianificando e mettendo in esecuzione un nuovo e concreto piano industriale che possano convogliare nuove sinergie imprenditoriali e invogliando investitori esteri in italia verso le nuove aziende a crearsi nel settore locale delle piccole e medie imprese.

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