Trinitapoli, Piccinino e Cusmai: «Unione dei Comuni al centro politiche del territorio»

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“Da un lato – affermano – abbiamo l’esperienza portata avanti negli ultimi dieci anni che, nella fase più recente, ha vissuto evidenti turbolenze dettate dalle singole municipalità e, dall’altro, la concreta possibilità di ripartire con una politica che guardi ad un territorio con molti punti in comune e che non può pensare di affrontare importanti sfide all’orizzonte chiudendosi in sterili campanilismi”.

“La riforma delle Autonomie Locali, che sarà affrontata da Governo e Parlamento, puntando ad un rafforzamento degli enti locali attraverso anche il superamento delle province, apre scenari ancora più importanti rispetto all’esperimento che i nostri tre comuni hanno già avviato tempo fa. E’ legittimo che si possa avviare una riflessione approfondita su punti di forza e debolezze emerse nel corso delle diverse fasi ma riteniamo sia inevitabile e opportuno costituire, da subito, un tavolo di lavoro operativo che coinvolga una commissione intercomunale nominata dalle assemblee cittadine con lo scopo di far ripartire l’ente Unione dei Comuni revisionando Statuto e Regolamenti entro una scadenza precisa. La gestione commissariale per un ente di secondo livello è un controsenso che deve essere celermente superato: in caso contrario è doveroso conoscere quali sono gli intendimenti degli amministratori in carica.

Le manovre economiche degli ultimi anni hanno fortemente penalizzato gli enti locali compromettendo, in molti casi, l’erogazione di servizi indispensabili e contraendo la spesa sociale. Ma l’idea di rendere più efficienti, efficaci ed economici i servizi dei nostri comuni è un’esigenza, prima di tutto, delle nostre comunità cittadine a garanzia dell’integrità dei nostri bilanci. E’ prioritario ottimizzare le sempre più scarse risorse economiche disponibili nei piccoli e medi comuni.

L’attualità ci mette di fronte a situazioni che necessitano di una pronta e veloce risposta unitaria: si pensi alla nuova programmazione del Piano Sociale di Zona e alla costituzione dell’ARO per i rifiuti. Anche la partecipazione a bandi pubblici prevede, in molti casi, la condizione della condivisione di progettualità integrate e sostenibili sul territorio. Non c’è confine amministrativo che tenga rispetto a politiche ambientali, di sviluppo e di pianificazione sempre più sovraterritoriali.

Il nostro intervento – concludono i consiglieri comunali – punta a far aprire una profonda ma celere discussione che coinvolga tutte le forze politiche, a cominciare dal Partito Democratico a cui daremo il nostro contributo in termini di proposte, idee e soluzioni, ma che trovi ampio coinvolgimento anche in tutti i settori della nostre comunità, nel vario mondo associativo, nelle rappresentanze sindacali e di categoria, nelle realtà religiose e nel mondo produttivo”.

Michele Mininni

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