Barletta al ballottaggio, ultimo appello al voto. Alfarano: «Liberiamo la città e rimettiamola in piedi»

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Il dottor Cannito, infatti, ha improntato la sua campagna elettorale a un’aspra critica nei confronti della coalizione di centrosinistra e di Pasquale Cascella e, pertanto, al suo elettorato e alla sua persona guarda con interesse il centrodestra; al punto che il candidato sindaco Alfarano ha offerto al primario del locale Pronto Soccorso la presidenza del Consiglio comunale in caso di vittoria, in quanto “figura di garanzia”.

Sul palco, a sostegno del candidato di centrodestra, tutti gli esponenti istituzionali del territorio, dai sindaci dei comuni co-capoluogo della Bat, Riserbato e Giorgino, agli assessori provinciali Cefola e Damiani, al Presidente Ventola, fino all’on. Benedetto Fucci e all’ex ministro Raffaele Fitto.

A introdurre gli altri interventi è stata Mariagrazia Vitobello, predecessore di Alfarano nella candidatura a Palazzo di Città nel 2011. La professoressa Vitobello ha sottolineato l’importanza che a vincere sia una coalizione che “ha fatto eleggere in Consiglio comunale ben 7 donne. Non possiamo riconsegnare la città a chi l’ha distrutta. Andate a votare perché stavolta non contano le percentuali ma si vince per un solo voto”, ha concluso.

A seguire, l’ex consigliere comunale Riccardo Memeo, che sarebbe riconfermato solo in caso di vittoria di Alfarano: “Si tratta di una scelta storica ma semplice. E’ la scelta tra il vecchio e il nuovo, tra chi ha amministrato male e chi non ha mai governato. Ogni disastro in questa città è colpa della squadra che si ripropone con Cascella. Ma per fortuna il ballottaggio è un turno libero, in cui il voto non si può controllare. Dateci fiducia per la prima volta, poi tra 5 anni toglieteci la fiducia se vi avremo delusi”.

Interviene poi l’assessore provinciale Gennaro Cefola che si chiede e chiede ai cittadini “ma cos’altro ci devono fare per farvi cambiare idea? Ne hanno fatte di tutti i colori e, se li votate ancora, stavolta non avete scuse, perché avete l’alternativa, avete una grande occasione di votare gente determinata, che ha voglia di guidare bene questa città”.

L’assessore provinciale Dario Damiani ricorda come si è conclusa l’ultima esperienza amministrativa del centrosinistra, perché “la memoria è fondamentale per non sbagliare ancora. Un’amministrazione che si conclude nella Procura di Trani non merita ancora la vostra fiducia”. Il suo attacco prosegue poi prendendo di mira la “parata di personaggi venuti in città a sostenere Cascella. Si è mosso tutto l’establishment da Roma, persino il Tg1 si è scomodato. Come mai tutta questa attenzione nazionale su Barletta? Solo adesso si ricordano di noi? E dov’era Cascella negli anni scorsi, cosa faceva per Barletta? Noi invece siamo stati sempre qua, a fare la nostra campagna elettorale a mani nude, solo con le nostre forze”. Cita un paragone con un altro illustre, purtroppo compianto, barlettano tornato nella sua città 11 anni fa per dare il suo contributo ma che fu deriso proprio dal centrosinistra: il campione olimpico Pietro Mennea. “Quando Mennea si candidò a sindaco col centrodestra subì feroci attacchi, perché dicevano che aveva vissuto fuori quindi aveva dimenticato la città. Oggi proprio la sinistra candida il ragionier Cascella, da 30 anni a Roma!Allora i romani vanno bene solo quando fanno comodo a loro!”. Infine, l’invito a votare liberamente perché “il primo turno è stato influenzato da comitati di affari, ma adesso nelle urne potete consegnare un voto libero. Vi chiediamo una possibilità, noi rappresentiamo il futuro, non vi deluderemo”, ha concluso Damiani.

Il discorso dell‘ex ministro Fitto evidenzia come la città sia “reduce da un’esperienza amministrativa fallimentare e disastrosa. La coalizione di centrosinistra ha causato solo liti e paralisi, si sono denunciati l’uno con l’altro in Procura e ora d’incanto si ripresentano tutti insieme! Se li voterete ancora vedrete un film già visto, perché gli attori protagonisti sono gli stessi. Date forza per la prima volta ad amministratori che hanno voglia di cambiare la città”.

Veemente l’intervento del Presidente della Provincia Bat, Francesco Ventola, che ironicamente chiede ad Alfarano “ma cosa hai fatto alla sinistra, che vengono tutti da Roma a combattere contro di te? Hanno calato gli assi ma qui non giochiamo a poker. Tornassero a casa, andassero finalmente a lavorare, gente che ha sempre vissuto grazie ai sindacati e viene a sostenere un uomo degli apparati di partito. Quando si tratta di spartirsi la pagnotta tornano tutti insieme”.

Il sindaco di Trani, Gigi Riserbato, ha ricordato la sua personale esperienza amministrativa, iniziata proprio con la vittoria al turno di ballottaggio, invitando a votare per chi “conosce profondamente la città, le sue gioie, i suoi dolori, non una persona calata dall’alto”.

Il primo cittadino di Andria, Nicola Giorgino, denuncia “la fiction della sinistra: hanno fatto finta di litigare, di denunciarsi, ora sono di nuovo tutti insieme. Ma proprio adesso dovete sentire forte il senso di responsabilità. Cascella al primo turno ha preso solo il 43%, vuol dire che c’è un 57% di voti liberi che possono eleggere Giovanni Alfarano. Valutate con la testa e con il cuore, ricordatevi cosa è successo finora in questa città e scegliete la squadra del centrodestra, che può dare una prospettiva di sviluppo alla città contro le logiche che vi hanno penalizzato”.

L’onorevole Benedetto Fucci rimarca la differente campagna elettorale svolta, “Alfarano casa per casa, strada per strada; Cascella facendo scendere tutta la corte celeste”. Ricordando lo storico episodio della Disfida, “la squadra derisa stravinse perché affrontò gli avversari col cuore, con la dignità. Una dignità che Barletta ha perso in questi anni. Proprio voi avete voluto più di tutti la Provincia, ma la città capoluogo deve dimostrare di saper ben governare”.

La conclusione dell’ultimo comizio di questa lunga campagna elettorale spetta al candidato sindaco Giovanni Alfarano: “Come si fa a votare ancora una classe politica che ha pensato solo ai suoi interessi? Non possiamo più consentire di giocare sulla nostra pelle. Il voto è lo strumento per giudicare chi ha governato, come mai questa gente continua a prendere voti? Il voto è fortemente clientelare, cosa molto pericolosa per la città. Abbiamo ricchezze straordinarie: mare, porto, spiagge, cultura, per far rinascere Barletta, ma finora è mancata la volontà di lavorare per il bene comune”. Sulla questione dei rappresentanti di lista: “Cascella aveva detto di non volerne, ma allo scrutinio i seggi erano pieni. Questo vuol dire che lui già non conta nulla, come Maffei”. Sulla vicenda della denuncia in Procura: “Oggi Boccia è in piazza sul palco, con i rinforzi da Roma, vengono a prendere in giro la gente”. Si rivolge poi a chi avrebbe voluto il dottor Cannito sindaco: “Quando sanno di perdere non fanno le primarie. Per questo ho detto che se sarò eletto, Cannito sarà presidente del Consiglio comunale, una figura di garanzia”. Una stoccata poi a Cascella, “ateo che dovrebbe andare in corteo dietro le processioni. Ma cosa ci va a fare in processione se non crede? Proprio a Barletta, che è “Civitas Mariae””. Infine, affronta l’argomento della presunta superiorità culturale della sinistra: “Vengono qua per darci lezioni, ma siamo noi che possiamo dare a loro lezioni di vita, noi che siamo abituati a lavorare. Per la prima volta siamo al ballottaggio, per cui lancio un forte appello ad andare a votare, perché il voto è il solo strumento per rimettere in piedi Barletta. Oggi è un dovere civico e morale, altrimenti i soliti si riprenderanno la città, che invece va liberata mandandoli a casa”.

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