Barletta, Cannito vs Cascella: «Presuntuoso, arriva e dispensa saggezza e civiltà»

0
289

Dopo il battibecco sul mancato incontro pubblico tra i due aspiranti alla carica di primo cittadino, stavolta a far alzare i toni dello scontro è la lettera aperta indirizzata da Cascella agli elettori. Alla quale Cosimo Cannito replica con la seguente nota: “Dispensatore di saggezza, civiltà e buone pratiche. Uno che viene da lontano a portare, qui giù, la modernità, la legalità, la trasparenza, fra noi cattiva gente. Un atteggiamento quanto meno presuntuoso, se non fosse che è soprattutto offensivo e irrispettoso nei confronti della città e dei barlettani.

A Pasquale Cascella, che rivolge un appello ai cittadini – elettori e agli altri candidati a sindaco di Barletta, e dunque anche a me, perché le regole siano rispettate e la legalità garantita, col tono di chi, dall’alto di una presunta superiorità morale e culturale, ha la “patente” per indicare al resto del mondo “la Via”, vorrei ricordare, con le sue stesse parole, che “La città di Barletta merita di vivere una competizione elettorale seria, leale, responsabile”.

Seria, leale e responsabile, come dice Cascella, per me vuol dire parlare dei problemi delle persone e di quelli della città, della vacatio amministrativa in cui siamo sprofondati grazie a una maggioranza identica a quella che si verrebbe a creare con Cascella al governo della città, con un Pd delirante che ancora pretende di avere la regia; vuol dire parlare, anzi, preoccuparsi di chi è senza lavoro e senza ammortizzatori sociali, immedesimarsi in chi ogni giorno ricomincia tutto dal principio conoscendo già la fine, nei ragazzi che studiano e si impegnano senza avere non la certezza, ma neppure la speranza, che un giorno tanta fatica li ricompenserà con un lavoro adeguato e consono ai loro talenti e alla loro preparazione.

Non è una buona condotta né una pratica dalla quale si evinca il rispetto delle regole quella di affiggere manifesti elettorali dove capiti, e non pensi Cascella che i “Suoi” ne siano assolutamente immuni e non coinvolti, ma non è tale neppure ignorare situazioni di chiara, palese e conclamata illegalità. Ma chissà se Cascella le conosce tali situazioni.

Chissà se sa come si vive nel campo nomadi di via Barberini e se ritiene giusto che delle persone, in alcuni periodi ci sono stati anche minori, vivano nel degrado assoluto, senza acqua né servizi, al caldo e sotto le intemperie e se, invece, non sia giusto offrire a quei rom, e ai nomadi che vorranno attraversare o stazionare in città, quanto meno una piattaforma che renda la loro permanenza civile e dignitosa; chissà se Cascella trova giusto e legale che alloggi realizzati dal comune perché ci andassero a vivere gli anziani siano occupati abusivamente da altre persone che, se pure non avendone il diritto, a loro volta non saprebbero dove andare; o che i nostri pescatori e la loro attività, in città, stanno morendo, che sono costretti ad andare a Manfredonia, che il nostro mare sia inquinato dai reflui del Ciappetta Camaggi, un canalone che dopo avere raccolto i liquami di Andria, con un depuratore sotto sequestro, sversi sulla nostra costa quanto di peggio possa finire in mare.

 Ma non voglio togliere a Cascella il gusto di cominciare a conoscere e scoprire la sua città, non voglio raccontargliela tutta io Barletta, una città da curare, cui dedicarsi totalmente e in modo responsabile”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here