Barletta, Cannito replica a Cascella su lottizzazione Montaltino: «Pentito, ma gli altri che la votarono sono nelle tue liste»

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Tra loro, il candidato sindaco del Psi Cosimo Cannito, che proprio da Montaltino ha dato il via alla sua campagna elettorale, spiegando le ragioni che lo indussero all’epoca ad esprimere voto positivo sul progetto. Motivazioni che pare non convincano il suo avversario, il candidato sindaco del Pd e alleati, Pasquale Cascella. Tra i due è in corso da giorni un serrato confronto mediatico su numerose questioni, l’ultimo capitolo del quale riguarda proprio la contestata lottizzazione. Ecco come Cosimo Cannito replica alle accuse dell’ex portavoce del Presidente Napolitano:

“Non era comunista Cascella, com’è che utilizza un lessico e delle categorie tipici del sentire religioso, del fedele? Per Cascella chi si pente deve pagare, come se fosse una colpa pure quella di pentirsi, di ammettere un errore. Io ricordo che da ragazzino mi avevano spiegato che il pentimento era la via per la salvezza. Ma forse ricordo male, mi sbaglio. Comunque sia, passando dall’esame del pensiero, confuso, a quello della realtà della lottizzazione di Montaltino, ricordo a Pasquale Cascella che il mio voto vale uno, è valso uno.

Tutti gli altri, coloro i quali hanno votato come me e anche quelli che hanno determinato quella lottizzazione a Montaltino assentandosi, stanno con lui, nelle sue liste.

Io mi sono “costituito”, ho riconosciuto l’errore, l’ho spiegato e, lungi dal considerare ciò un’autoassoluzione, ma solo un punto fermo a partire dal quale svoltare, davanti a una corte io ci sono andato spontaneamente. Costoro, invece, da questo punto di vista sono latitanti e stanno insieme a lui.

Con loro Cascella si è alleato e se per lui il mio pentimento non è abbastanza, per me lo è ancor meno il suo opportunismo elettorale.

Ma perché Cascella commette sempre lo stesso errore, crede di essere migliore, nonostante la sua presunzione non sia supportata dalla realtà? Sarà forse perché non la conosce, la realtà, perché non gliel’hanno raccontata o perché ha deciso di ignorarla?

Io non ho mai chiuso gli occhi, io la realtà l’ho sempre guardata in faccia, e per questo la conosco, conosco questa città e mi sono sempre schierato dalla sua parte, senza esitazioni, con chiarezza.

Una chiarezza che manca a Cascella, per esempio, quando pretende di raccontare di stare con gli attivisti dell’Arcigay e di impegnarsi per l’affermazione dei diritti civili, ma di non firmare per il patrocinio al Barletta Pride per non mancare di rispetto al commissario prefettizio. Che cosa vuol dire? Da che parte stai, sei per i diritti civili ma non vuoi metterlo nero su bianco per timore che il commissario prefettizio si offenda? Una cosa è certa, puoi stare tranquillo, visto che questa è la tua premura: il tuo pensiero lo abbiamo compreso, per te la cosa più importante è il protocollo, altro che diritti!”.

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