Amministrative Barletta, primo comizio del centrodestra: in piazza Caduti Alfarano e Damiani

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L’apertura del comizio è affidata all’assessore Damiani, che ripercorre le tappe salienti della tormentata seconda consiliatura Maffei, durata appena 18 mesi e conclusa sotto il “fuoco amico” degli otto dimissionari che defenestrarono il proprio sindaco il 26 ottobre scorso. Un mandato rinnovato ma iniziato già sotto una cattiva stella: “Vorrei ricordare che il sindaco Maffei, appena rieletto, presentò le sue dimissioni, poi ritirate, quindi c’erano già tutti i segnali e le premesse per comprendere di quale natura sarebbero stati i rapporti interni alla coalizione che lo sosteneva”, esordisce Dario Damiani.

A seguire, un lungo elenco di occasioni sprecate, dai fondi perduti alle strutture inaugurate ma mai entrate in funzione: “Due anni fa il comune di Barletta non ha saputo cogliere l’opportunità dei GAL (Gruppi d’Azione Locale), che tanti benefici stanno portando allo sviluppo turistico-rurale delle città limitrofe: in quell’occasione la città perse ben 20 milioni di euro di finanziamenti! Stessa sorte è toccata ai 750 mila euro di cui avrebbe potuto usufruire il sito archeologico di Canne della Battaglia. Per non parlare dei soldi pubblici spesi per strutture realizzate ma mai entrate in funzione: due esempi su tutti, la tensostruttura del Manzi Chiapulin e la sede dell’ex asilo “Angioletto””.

E’ da questi eclatanti casi di inefficienza amministrativa che prende spunto l’invettiva dell’assessore provinciale sul malgoverno subito dalla città negli ultimi anni: “Avrete notato gli slogan elettorali del centrosinistra: “Emergenza Barletta”, “Riscriviamo Barletta”, “Ricominciamo Insieme”,  alludono tutti a un attuale disastro da cui bisogna riemergere. Ma la colpa di questa situazione di chi è?! Sono loro la causa, dovrebbero fare la campagna elettorale chiedendo scusa ai cittadini! Invece hanno il coraggio di presentarsi come se fossero portatori del cambiamento. Proprio loro che hanno impiegato mesi solo per spartirsi le poltrone, sia in Giunta sia in enti come la Bar.s.a., dove hanno piazzato figli, nipoti, cognati…esempio di familismo e clientelismo all’ennesima potenza”.

PUG, eliminazione dei passaggi a livello, interramento elettrodotti e opere di urbanizzazione nella zona “167”: interventi rimasti nel libro dei sogni del programma elettorale del centrosinistra e che invece, assicura l’assessore Damiani, “si possono realizzare entro pochi mesi. In sei mesi possiamo approvare il documento preliminare programmatico del PUG, che esiste già ma è fermo in qualche cassetto. E’ sparito perché prima di arrivare in Consiglio comunale doveva passare dai soliti “signorotti” che dovevano dargli un’occhiata. Il sottopassaggio di via Andria? Dopo l’estate si potrebbero già avviare i lavori. Che dire poi delle case popolari vuote? E’ una questione che va affrontata con lo IACP, perché sappiamo tutti che ci sono case disabitate per gran parte dell’anno e utilizzate come residenze estive, così come intestatari di più di un alloggio. Ultimo scempio, la mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione per i nuovi edifici sorti nella zona “167”, che impedisce agli assegnatari degli alloggi di cooperative di trasferirsi nell’immobile per l’assenza dei servizi primari”.

Un’analisi dettagliata conclusa dall’intervento del candidato sindaco Giovanni Alfarano che ha ribadito la differenza tra un centrodestra che sostiene compatto la sua candidatura e un centrosinistra “diviso e litigioso, perché non sanno a chi dare la colpa e giocano a scaricabarile. Noi invece, se ci darete fiducia, lavoreremo con gente onesta e competente, che ha Barletta nel cuore, per il rilancio della città, risolvendo i problemi”.

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