Amministrative Barletta, Michele Rizzi (Pdac): «Esito scontato, al ballottaggio siamo per l’astensione»

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“Non ci aspettavamo certamente un esito differente da queste elezioni comunali. Qualche voto in più o in meno non fa differenza rispetto al nostro progetto politico che viene al di sopra dei nostri destini personali. Sapevamo di certo che non potevamo competere con i blocchi di potere, quelli delle preferenze che si spostano con i candidati da un partito all’altro, quelli delle cambiali in bianco su promesse di lavoro e quant’altro, quelli dei soldi riversati su questa campagna elettorale per comprare le coscienze anche delle classi più disagiate.

Sapevamo anche che la nostra presenza a queste elezioni sarebbe stata propagandistica di un progetto politico anticapitalista e rivoluzionario certamente controcorrente rispetto al resto dei concorrenti.

Siamo consci che c’è la necessità di una forza comunista anche a Barletta, una forza politica che non si allei al Pd  e diventi succube degli interessi che ruotano attorno ad esso, come fatto invece dal cartello della cosiddetta Sinistra unita. Un forza comunista che potrà avere non molti consensi sul piano elettorale ma che continuerà a costruire le lotte necessarie per un’autodeterminazione dei lavoratori, dei precari e degli studenti dalle logiche clientelari, di ricatto occupazionale, di promesse elettorali, di strasformismo politico, di legame forte con i poteri forti della città.

Pasquale Cascella non ci rappresenta, poichè guida una coalizione politica che ha rappresentato e rappresenta il potere economico e politico di questa città da anni, senza soluzione di continuità. Per questo per il ballottaggio diamo indicazione di voto per l’astensione.

Alternativa comunista è un progetto politico giovanissimo, nato solo da qualche anno, che necessita di sviluppo a partire dai nuovi compagni che vi stanno aderendo e che continuerà a costruire vertenze e conflitto sociale qualunque sia il sindaco che sarà eletto al ballottaggio e che continuerà a rappresentare gli interessi di classe contrapposti a quelli che noi vogliamo rappresentare”.

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