A Barletta il giornalista e scrittore Sergio Zavoli, a sostegno del candidato sindaco Cascella

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In principio doveva essere un appuntamento sul tema “Vecchi e nuovi media per comunicare la politica” ma si è rivelato “una prova di amicizia, perché è stato-  come ha spiegato Cascella -innanzitutto un incontro tra amici di antica data che si ritrovano con un comune sentire”;  e proprio per il comune sentire che uno dei protagonisti del’900, Sergio Zavoli, non appena  saputo della candidatura di Cascella, gli ha chiesto cosa avrebbe potuto fare per sostenerlo, per dargli una mano.

“Inizialmente ho pensato -spiega Cascella- di discutere del libro “Il ragazzo che io fui” – uno dei tanti libri di Sergio Zavoli -“un libro di sentimenti  che racconta di un ragazzo che si avvicina alla professione alla conoscenza della realtà in cui vive, che si avvicina alla cultura e alla politica e che compie il suo percorso andando e tornando in un senso e nell’altro,  un po’ come il mio percorso. Maestro nel capire la realtà all’interno di una comunità- dice Cascella, che continua- non ci può essere separazione tra cultura e politica, tra sentimento e ragione, questo è un modo per vivere il tutto insieme”.

L’appuntamento è stato moderato da Maddalena Tulanti, giornalista e vicedirettore del Corriere del Mezzogiorno, amica e primissima simpatizzante di Cascella. Ma a lasciare a bocca aperta la sala è proprio Zavoli, una voce intensa e rasserenante :” E’ difficile non partecipare alla politica, sarebbe come dire non partecipare alla ragione per la quale si sta insieme, senza la politica io la prima cosa che vedo è una grande solitudine che è sinonimo di lontanza, divisione. Io sono un realista, ha detto bene Pasquale, e so bene che alla mia età per bene che vada, andrà sempre un po’ peggio, ma guai se viene meno il sentimento della tua vita, semplicemente perché l’anagrafe ti assegna questa misteriosa cosa che è la fine della tua vita. E’ una cosa astratta che non mi riguarda, quella vita è la mia vita che io condivido con la vita degli altri, ecco perché arrivando a Barletta da Pasquale ho saputo quasi tutto di questa città e Pasquale rappresenta la cosa che ha tutti i titoli per creare una condizione che ha per la natura per durare.”

Ha ricordato Cesare Pavese, Sergio Zavoli con la frase :” Un paese ci vuole- e si chiede- perché è proprio necessario avere bisogno di un paese quando si vive in una dimensione come quella che aveva Cascella, con le relazioni che aveva, i punti di riferimento, la visibilità, la credibilità pubblica, tanta gente, la sua capacità di distinguere. Io penso che Pasquale Cascella deve essere stato uno che ha creduto in quello che faceva, e il mondo del giornalismo è rimasto un po’ orfano, perché sapere il parere di Cascella su questioni nazionali era una condizione, una premessa di non dire una sciocchezza. Essere la voce ufficiale della Presidenza della Repubblica, non è cosa semplice. E’ un uomo che ha onorato le sue origini“.

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Cosi’ continua l’elogio ammaliante di Zavoli. E con un appello sottile, in conclusione si rivolge alla compravendita dei voti:” Quando la politica crede di poter crescere comprando la coscienza della gente, intanto non è più la politica è una vergogna che si esprime in uno scenario civile e che gode purtroppo di grandissima impunità ma che segna un grado di inciviltà. E’ difficile resistere a una pratica che avviene nei modi più nascosti, più obliqui, con uno sentimento anche vergognoso, però sono le scorciatoie di chi non avendo coscienza, pensa che comprandosela in varie forme, riesce a diventare qualcosa di più, alla conquista del così detto potere.”

 

Alessandra Bissanti

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