Margherita di Savoia, 200 anni di autonomia comunale: buon compleanno dalla candidata sindaco Cusmai

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Domenica 14 aprile la nostra Città compie 200 anni. Sono passati due secoli da quando l’allora re Gioacchino Murat il 14 aprile 1813 emise il decreto con il quale le Saline di Barletta cesseranno di far parte del Casale della Trinità e divennero un’amministrazione municipale separata.

Il mio auspicio è che questa ricorrenza sia l’occasione per riscoprire la storia di Margherita di Savoia. Lo spero per diversi motivi. Innanzitutto perché spesso l’amore per un luogo dipende dalla conoscenza che ognuno ha di esso, del ricordo che porta nel cuore. Rituffarsi nel passato e ripercorrere le tappe più importanti della nostra città, oltre che essere affascinante e stimolante, può riaccendere l’orgoglio di appartenere a questo territorio. Quell’orgoglio che forse in alcuni di noi si è leggermente sopito, comprensibilmente soverchiato dalle difficoltà e dai problemi che stanno rendendo molto duro il presente. Mi rendo conto di quanto sia difficile essere orgogliosi della propria città se essa non offre possibilità occupazionali e prospettive di crescita per i giovani. Mi metto nei panni dei nostri ragazzi che sono costretti ad emigrare, di coloro che perdono il lavoro in un’età in cui è difficile trovare una nuova collocazione, di chi deve chiudere i battenti della propria attività. La responsabilità di questa situazione non può che essere anche della politica, spesso distante dalle reali esigenze della gente.

Vincenzo De Luca già nel 1926 considerava “inopportuno per carità di patria” occuparsi degli amministratori, poiché “tutte o quasi le amministrazioni succedutesi al governo di questo Comune hanno arrecato danni, spesso non lievi, alla collettività, ritardando, con la loro cocciutaggine e col loro spirito fazioso, la risoluzione dei vitali problemi”.

Dopo il decreto che ne dichiarò la sua autonomia, come scritto da A. Montenegro, Margherita di Savoia da un lato conquistò “la libertà” del Comune ma dall’altro perse tutti i privilegi di cui aveva goduto negli anni precedenti in virtù del suo statuto “speciale”, cioè il diritto di essere mantenuta dall’amministrazione dello Stato. Non ottenne neanche il riconoscimento di un proprio territorio, neppure di quello su cui sorgevano gli edifici e le strade, che rimanevano di proprietà del ministero delle Finanze, sotto l’amministrazione delle saline. In mancanza, quindi, di propri beni patrimoniali, diveniva quasi impossibile costruire un proprio bilancio per far fronte alle spese obbligatorie che la nuova amministrazione comunale era tenuta a sostenere.

La situazione oggi è cambiata ma, ironia della sorte, le piaghe di allora sembrano essere quelli attuali. Due terzi di Margherita di Savoia appartengono al Demanio e il bilancio comunale desta grande preoccupazione. Questo però non può bastare per rassegnarsi, perdere la fiducia e smettere di lottare. Al contrario deve essere uno stimolo per costruire un futuro migliore. Immaginare il futuro di un luogo vuol dire amarlo.

E allora insieme dobbiamo ricominciare. Ricominciare da noi, dalla nostra collettività, da chi, nonostante tutto, è ancora orgoglioso di essere salinaro e ama Margherita di Savoia. Dalla voglia di riappropriarci del nostro territorio per creare nuove prospettive di lavoro e far restare qui i nostri giovani. Dalle nostre idee per rimettere al centro dell’amministrazione parole chiave come buon governo, bene comune, trasparenza, etica, meritocrazia e uguaglianza sociale.

Con questo auspicio mi sento di augurare Buon Compleanno ai miei concittadini e a Margherita di Savoia, che qualcuno definì “una delle stazioni più belle, più sane e più felici del mondo”.

 

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