Barletta, lettera aperta del candidato consigliere Cosimo Bruno (Pd): «Siano i giovani a cambiare la città»

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“Non è possibile restare indifferenti di fronte alla pesante crisi socio economica che i cittadini di Barletta, così come dell’intero Paese, stanno vivendo. Sempre di più sono le differenze tra i ricchi e i poveri: il solco tra chi vive nel lusso e chi al limite dell’indigenza è ogni giorno più profondo. A livello nazionale negli ultimi 3 mesi hanno chiuso 31mila imprese, 10mila negozi. E’ aumentato al 37% il tasso di disoccupazione giovanile e c’è stato un aumento esponenziale delle aliquote, tutto ovviamente a danno delle famiglie.

La grave situazione di difficoltà interessa anche la nostra città riguardando strati sociali sempre più ampi: l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei farmaci è pesante per chi ne ha necessità, soprattutto anziani, quale effetto di una crisi economica imperante. Se guardiamo le iscrizioni al Centro Territoriale per l’Impiego di Barletta (dati luglio 2012), si evincono un totale di 14.253 disoccupati iscritti, cui vanno aggiunti i sempre più che non ricorrono all’iscrizione a tale registro. Mediamente ogni giorno ci sono 2 sfratti, conseguenza della grave crisi.

Il “Rapporto Save the Children”, nella seconda edizione de L’Atlante dell’infanzia (a rischio) in Italia, evidenzia che, dal 2008 ad oggi, sono le famiglie con minori ad aver pagato il prezzo più alto della recessione: negli ultimi anni la percentuale delle famiglie a basso reddito con un minore è aumentata dell’1,8%, e tre volte tanto (5,7%) quella di chi ha due o più figli. Attualmente 2 minori su 3 vivono in povertà relativa, e più di 1 minore su 2 in povertà assoluta:questi bambini vivono nel Mezzogiorno. Credete che Barletta ne sia esente? Questi numeri danno l’allarme, devono risvegliare le nostre coscienze. La nostra città, inoltre, è sempre meno a misura di bambino. La disponibilità di luoghi – giardini pubblici, campi, prati – dove i bambini possano giocare è sempre più limitata e la qualità dell’aria sempre meno buona. Cemento a colate enormi e verde sottozero. Esiste una legge, entrata in vigore il 16 febbraio 2013, che obbliga i Comuni sopra i 15.000 abitanti a piantare un albero per ogni bambino registrato all’anagrafe o adottato: la norma, specificatamente la legge n.10 del 14 gennaio 2013, riprende in realtà un vecchio “obbligo” introdotto in Italia con la “legge Cossiga-Andreotti” n.113 del 29 gennaio 1992. Perché non la rispettiamo?

E se guardiamo il mare le cose non migliorano: in una drammatica conferenza stampa della Procura di Trani, Asl, Capitaneria di Porto e GdF, della scorsa estate si è appreso che il nostro mare non gode di buona salute. Il depuratore di Barletta, che versa reflui in mare, è stato posto sotto sequestro per il funzionamento inadeguato. Lo stesso dicasi per il depuratore di Andria. I suoi reflui vanno a mare tramite il putrido canale Ciappetta Camaggi. A mare giungono pesanti inquinamenti anche dall’Ofanto. Dulcis in fundo, il nostro litorale è stato invaso da una strana e preoccupante schiuma proveniente dal mare. E il triste spettacolo si è ripetuto ancora in questi giorni. E’ necessario, dunque, che le acque reflue dei depuratori prima che giungano in mare subiscano un ulteriore trattamento depurativo molto più approfondito di quanto già non accada oggi, scongiurando in tal modo l’intera problematica collegata ad un mare sporco. E finalmente potrebbe concretizzarsi il sogno di vedere Barletta “bandiera blu”, in quanto località turistica balneare che rispetti i criteri per la gestione sostenibile del territorio (con parametri adeguati relativi alle acque di balneazione e al servizio offerto, tenendo in considerazione ad esempio anche la pulizia delle spiagge e gli approdi turistici). Tutto ciò darebbe vigore ad una economia oggi assolutamente in crisi.

Anche per i rifiuti, il 2012 è stato un anno nero. La raccolta differenziata è calata rispetto al 2011: dal 22.9% al 20.6%. Con la conseguenza dell’aumento dell’aliquota prevista per la TARSU. E’ ormai imprescindibile la necessità di scegliere seriamente e con interventi concreti la strada della raccolta differenziata. Partiamo dalle nuove generazioni, insegniamo loro come si differenziano i rifiuti, portiamo la raccolta differenziata nelle scuole di ogni ordine e grado: informiamo e nello stesso tempo sperimentiamo. E poi responsabilizziamo tutti i cittadini, diffondendo la raccolta differenziata in tutti i quartieri della nostra città, affinché tutti sappiano che in caso contrario ci toccherà pagare una tariffa rifiuti alta e dunque non varrà nessun tipo di protesta o lamentela di alcun colore politico di fronte ad un futuro Bilancio Comunale che preveda aumenti di tasse. La raccolta differenziata, inoltre, metterebbe in campo un nuovo comparto produttivo, che ci aiuterebbe ad affrontare la crisi.

E’ assolutamente necessario dunque intervenire concretamente per aiutare la popolazione locale, in particolare le categorie più deboli, e garantire loro parametri dignitosi di vita. Diceva don Lorenzo Milani che ”Il problema degli altri è il mio. Uscirne tutti insieme è la politica. Uscirne da soli è avarizia”, affermazione che condivido pienamente. La gente è “arrabbiata” e chiede risposte urgenti. Poiché ho avuto l’ònere e l’onòre di entrare nelle istituzioni nei precedenti mandati come consigliere comunale, non ho saputo tirarmi indietro anche questa volta perché vorrei continuare a vivere la politica con passione, sentimento e disinteresse, come quando ho iniziato 17 anni fa, per dare il mio contributo alla città che amo.

Per me la politica è una finestra sul mondo che mi permette di capire le dinamiche che governano i processi amministrativi, mi permette di ascoltare e prendermi carico dei problemi della gente così come già faccio nella mia professione, compatibilmente a quelle che sono le mie competenze e capacità. E’ per questo che la prima cosa che farò, se dovessi riconfermarmi consigliere comunale, sarà quella di rinunciare al “gettone di presenza” devolvendolo alla CARITAS, gesto che vorrei condividere. Vorrei inoltre che chi governerà la nostra città si prendesse carico della situazione di crisi esistente proponendo delle soluzioni, evitando scontri e intervenendo con più chiarezza programmatica. Vorrei che si costituissero delle task-force tra organizzazioni datoriali e sindacali di Barletta per capire da dove e come ricominciare per risollevare la situazione di crisi.

Credo che tutto questo possa realizzarsi partendo dai giovani, quei giovani talenti barlettani che hanno il diritto di restare nella loro terra costruendo qui il loro futuro. A loro mi rivolgo in particolare affinché possano ritrovare quella passione politica disinteressata e scelgano persone pulite e coraggiose. Mi piace citare quanto ha detto recentemente Papa Francesco “La giovinezza bisogna metterla in gioco per i grandi ideali”. Dunque insieme dobbiamo ritrovare fiducia e ri-cominciare. Anche in politica e per la nostra città il coraggio deve prendere il posto della paura e la speranza il posto della rassegnazione, con onestà e competenza. Barletta, con il candidato Sindaco Cascella, figura prestigiosa la cui candidatura mi entusiasma molto, ha la possibilità di tornare ad essere la capitale del nord barese”.

2 COMMENTI

  1. Sono stato presente a tutti i consigli comunali negli ultimi 10 anni ma la voce in un intervento dell’avvocato Bruno non l’ho mai sentita. E’ li solo per alzare la mano quando si vota.

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